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Lo stato dimentica le scuole. Lo scolaro , il cittadino e l’uomo devono tornare al centro dell’attenzione

Editoriale di Gabriele Ciulla – L’educazione del cittadino ormai è diventata una necessità per il complesso sociale , in quanto l’epoca, le esigenze , le condizioni sociali e circostanziali mutano in maniera passiva il soggetto non cosciente ed ignorante ,tuttavia  per virtù dell’individuo in relazione al collettivo è necessario e di vitale importanza che il singolo  si istruisca al fine di un miglioramento di se stesso e della società . Non è ammissibile che nel 2019 il tasso di ignoranza cresce in maniera esponenziale rispetto a l’epoca pretecnologica dove in mancanza di strumenti  si giustificava l’ignoranza, mentre oggi con la tecnologia a propria disposizione si inibiscono i neuroni dei ragazzi o degli adulti stessi che smettono di pensare   dedicandosi cosi  alle realtà virtuali costituite da film , serie tv , video, foto e giochi.

La tecnologia deve essere un mezzo non un fine, la società di oggi tende a mescolare  per ignoranza tutto senza attribuire ai mezzi o ai fini la  giusta importanza . In questo grande calderone confusionale viene in soccorso la scuola  che ha il compito e il dovere non solo di insegnare , di educare i giovani ma di trasmettere dei valori e degli insegnamenti di vita , insegnando che non si vive per se stessi e basta ma per tutta la collettività , in quanto noi abbiamo la duale funzione di soggetto ed oggetto.

La scuola ha un altro grande compito, quello di sviluppare le capacità e le possibilità degli  scolari , affichè  ognuno di questi possano  nella società dare il meglio di sé senza poi correre il rischio che stiano in ozio, avendo poi  la società  la consapevolezza di costituire di uomini pieni di virtù  e di capacità, cosi l’uomo può cambiare , solo grazie alla conoscenza .

citando la divina commedia 26° canto inferno “ fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza “

Tale  è la natura umana fatta di virtù e di conoscenza , tocca  alla scuola ma in primis ai genitori di trasmettere ed insegnare codesti  valori.

Lo stato dia importanza alla scuola e a gli insegnanti perchè questo sia  l’unico farmaco e rimedio contro il genocidio mentale legato all’epoca , alla tecnologia di adesso e del futuro.

La “scolè” e  la “paideia” in grecia antica venivano considerate di vitale importanza  il mezzo attraverso il quale il giovane veniva educato al fine del bene della polis e del cittadino stesso , solo cosi la città e l’intera nazione potevano beneficiare di un evoluzione.

Isocrate nella “paideia panellenica” sostiene con grande fervore l’importanza dell’educazione del cittadino e dell’insegnante che educa , Platone anche se di diverso modo ad Isocrate sostiene l’educazione del cittadino e cosi Pericle nel discorso agli ateniesi e cosi Aristotele e cosi tutti i più grandi pensatori.

Guardiamo al presente perché il futuro viene da se.

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