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Presagio negativo sull’uomo e le tecnologie che svilupperà, le ultime paure di Stephen Hawking

Il fisico Stephen Hawking prima di morire aveva manifestato i suoi timori: esseri umani "dopati" dall'ingegneria genetica e armi robotiche fin troppo abili nei loro compiti. Ecco le sue ultime paure e le visioni in fatto di alieni, colonizzazione spaziale ed esistenza di Dio.

Qualche mese dopo la sua morte, avvenuta il 14 marzo 2018  Stephen Hawking teorizza nel libroBrief Answers to the Big Questions”  un futuro non lontano dominato da superuomini capaci di azzerare i propri limiti biologici grazie all’ingegneria genetica, e sfruttare le nuove capacità per colonizzare lo Spazio vicino. Nel saggio Hawking ribadisce la necessità di vigilare sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che «in futuro potrebbe sviluppare una propria volontà indipendente, in conflitto con la nostra». La corsa alle armi intelligenti va fermata sul nascere, scrive lo scienziato, che si chiede che cosa accadrebbe se si verificasse, in questo settore, un episodio come il flash crash – un’improvvisa spirale al ribasso causata da un ordine verosimilmente errato – che mandò al tappeto l’indice Dow Jones e l’intero mondo finanziario nel maggio 2010.

 Secondo Hawking, entro un migliaio di anni la vita sulla Terra sarà resa impossibile da una guerra nucleare o da una qualche calamità naturale legata al global warming. «Per allora, però, la nostra ingegnosa razza avrà trovato un modo per superare i limiti arcigni della Terra e sopravvivere al disastro». Gli esseri umani che ci riusciranno saranno “superuomini” che avranno imparato a sfruttare l’editing genetico per migliorare la loro memoria, la resistenza alle malattie e l’aspettativa di vita: «Non abbiamo tempo di aspettare che l’evoluzione darwiniana ci renda più intelligenti e migliori per natura».

Questa profonda paura dello scienziato dimostra un’emergenza che potrebbe realizzarsi se l’uomo con coscienza non prevede le cause e gli effetti della tecnologia scientifica.

Quest’ultima ha capacità duale di velocizzare e di rendere efficiente la realtà concreta e quotidiana dell’uomo ma anche di disinibirne il suo animo, portandolo sulla sua distruzione e della natura che lo circonda.

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