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Ristorante Alfredo, 112 anni e non sentirli

L'imperatore delle fettuccine

di Antonio Agosta

Da un’idea nata quasi per caso, da Alfredo di Lelio di Roma, nasce il piatto di fettuccine al formaggio più conosciuto al mondo. Alfredo, l’Imperatore delle fettuccine, è un noto ristorante romano nato nel 1914, inizialmente sito in via Della Scrofa e successivamente in Piazza Augusto, 30, frequentato dal jet set interazionale per gustare le prelibatezze che hanno una lunga storia culinaria della Capitale. Si narra che Alfredo, dopo la nascita del piccolo Alfredo II, abbia creato il piatto di fettuccine impastate nel semolino e condite con burro e parmigiano freschissimi, preoccupato per le condizioni di salute precarie della moglie, oltre a una preghiera a Sant’Anna. “Se non le gradisci me le mangio io!”. Parole di un uomo amorevole nei confronti della moglie. Al titolare del locale furono regalati, dagli attori americani famosi del cinema muto, Douglas Fairbanks e Mary Pickford, durante la loro luna di miele, due posate d’oro, omaggio alla sua simpatica e calorosa accoglienza, con incisa la scritta: “To Alfredo the King of the noodles”, ovvero “re del gusto a tavola”. Oggi, a distanza di anni, le bionde, come sono comunemente chiamate le fettuccine, sono il piatto forte di una lunga tradizione culinaria portata avanti dal figlio Alfredo I negli anni 50’. Il 7 febbraio scorso, insieme a tanta gente del mondo dello spettacolo e del cinema, è stata festeggiata una lunga storia d’amore lunga 112 anni, per celebrare il piatto simbolo della cucina italiana. Dal regista Christian Marazziti all’ex Grande Fratello Roberta Beta, passando per gli attori Demetra Hampton e Andrea De Rosa, sono solo alcuni dei nomi dei personaggi del mondo dello spettacolo che venerdì 7 febbraio, in occasione del National Fettucine Alfredo Day, (ribattezzato per l’occasione Fettuccine’s Night), hanno partecipato all’evento presso lo storico locale di Piazza Augusto Imperatore 30, “Il Vero Alfredo”. Tanti gli artisti che si sono alternati sul palco durante la serata, presentata dalla giornalista Cinzia Santangeli, come Gianfranco Butinar, Daniele Si Nasce, Franco Fasano, Rocco Roca-Rey, nipote di Stefania Sandrelli e Gino Paoli, e Assia Cuomo. Non solo, durante la serata è stato presentato il nuovo disco “Amami Alfredo” del maestro Giandomenico Anellino, che si è esibito con la chitarra. Insomma, una notte tra musica e gusto. Un’altra notte da ricordare con la maestosità di Roma sullo sfondo. Alfredo ha sempre accolto i si suoi clienti con un sorriso dietro ai suoi baffi, oggi simbolo del locale. Una bella storia divenuta dinastia di padre in figlio, di figlio in nipote.

Ci raccontate qualcosa di voi e della vostra esperienza nella ristorazione romana?:

Per parlare di noi o della nostra famiglia bisogna risalire al 1908, anno in cui nacquero le fettuccine al “doppio burro” insieme a mio padre, dal momento che Alfredo Di Lelio invento’ un piatto super nutriente per rinvigorire la moglie che aveva appena partorito il suo primogenito. Da quel momento in poi, come per magia, questo semplice piatto, piano piano arrivo’ sulla tavola di attori, presidenti, reali, scienziati e celebrità di percorrendo un lungo cammino durato 112 anni fino a diventare uno dei piatti più famosi al mondo. Attualmente io, insieme a mia figlia Chiara, porto avanti, al femminile e senza baffi, questa tradizione mantenendo intatto il semplice segreto di chi ci ha preceduto, cioè’ la genuinità’ e qualità degli ingredienti di tutti i nostri piatti, la gentilezza verso il cliente e una forte determinazione ad andare avanti. Infatti fortunatamente la fama del locale continua ad essere all’altezza del suo passato.

Come descrivereste la vostra cucina e la filosofia dietro ad essa?:

Descriverei la nostra cucina come una cucina che soddisfa, unendo amore al gusto ai palati degli intenditori.

Le fettuccine al burro sono il vostro piatto forte, conosciute in tutto il mondo. Per voi è un vanto o una semplice routine del vostro lavoro?:

È’ semplicemente una bella realtà.

Quali caratteristiche deve avere un buon ristorante per soddisfare la clientela?:

Perché il cliente mangia bene, vive quest’esperienza in un’atmosfera dove si respira un vissuto che è’ storia

Cosa ne pensate dell’influenza etnica che ormai esiste oggi sulle nostre tavole e nei ristoranti, dal sushi alla cucina messicana?:

Viviamo in un mondo globalizzato ed è’ normale che alla nostra cucina si affianchino anche altre tradizioni culinarie

Oggi quanto conta internet nel vostro lavoro?:

Moltissimo, sia da un punto di vista pratico per le numerose prenotazioni che sempre più vengono fatte on line che da un punto di vista di comunicazione, parliamo del sito web e dei social (Facebook, Instagram) potenti strumenti di marketing e coinvolgimento sociale.

Giorni fa avete festeggiato 112 anni dall’apertura del locale. Pensate di lasciare le tradizioni invariate o temete che chi verrà dopo di voi possa portare dei cambiamenti?:

Il 7 febbraio abbiamo festeggiato 112 dalla
nascita delle nostre fettuccine al “doppio burro”,
C’è sempre stata una linea guida di gestione di questo locale negli anni ma non bisogna mai perdere di vista l’attualità.

Qual è il vostro benvenuto ai clienti?:

Il nostro benvenuto ai clienti, come ci disse una volta l’attore Terence Hill entrando nel nostro ristorante, è’ il nostro sorriso

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