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In Uganda Afron inaugura il cinema per i piccoli pazienti oncologici

Al Lacor Hospital di Gulu arriva un cinema per bambini ispirato al cartone animato 'Il Re Leone'. I dvd sono arrivati da Roma, insieme a tanti giocattoli per i piccoli pazienti

ROMA – E’ stato inaugurato questa mattina, al Lacor Hospital di Gulu, la sala cinema donata da Afron – Oncologia per l’Africa onlus nell’ambito del progetto ‘Able plus’ insieme all’associazione Soleterre e in collaborazione con l’ospedale, per i piccoli pazienti oncologici ricoverati. In vista del 15 febbraio, in cui ricorre la XIX Giornata mondiale contro il cancro infantile, Afron oncologia per l’Africa onlus ha deciso così di festeggiare il momento culminante della missione in corso in questi giorni in Uganda.

“Questa giornata, che richiama l’attenzione sui tumori infantili, vogliamo celebrarla con un evento allegro come lo ‘Smiling Toy‘, continuando con quel ponte ideale tra Roma e il St. Mary’s Hospital Lacor. Quest’anno la festa è stata impreziosita dall’inaugurazione dello ‘Smiling Cinema’, nel segno della continuità, a testimonianza del prezioso lavoro svolto dai volontari di Afron, la presenza del nuovo ambasciatore italiano in Uganda, Massimiliano Mazzanti che ha inaugurato la nuova sala”.

Queste le parole della presidente Titti Andriani che ha raccontato la nascita di questa sala: “Grazie alle donazioni dei nostri sostenitori, abbiamo trasformato due stanze dell’ospedale in un cinema per bambini ispirato al cartone animato ‘Il Re Leone’. Qui i piccoli pazienti cercheranno di ritrovare un momento di normalità scegliendo tra i numerosi Dvd che i bambini delle scuole romane gli hanno voluto inviare, e trascorrendo del tempo nella ludoteca adiacente. Sempre in questi locali potranno seguire anche un percorso di supporto psicosociale”.

“Durante la festa- ha proseguito Andriani- saranno distribuiti giocattoli, donati da scuole e bambini italiani, insieme alle magliette ispirate al ‘Re Leone’. Saranno presenti alla festa lo staff di Afron, di Soleterre e del St. Mary’s Hospital Lacor”.

La prima parte della missione condotta da Afron in questi giorni ‘I Survived, We Will Survive’, attraverso la quale sono state formate dieci ‘Breast cancer survivors’ per diventare Counsellor, è stato il momento del passaggio di testimone per i volontari Afron. Anna Ceribelli, primaria dell’ospedale San Camillo de Lellis, che ha partecipato alla formazione delle neo-volontarie, è appena rientrata in Italia e sono arrivati nella squadra Alessia Ludovica, Antonio e Giuseppe, altri volontari con un altro carico di giocattoli.

Il progetto e la festa ‘Smyling Toys’ è uno dei tanti modi in cui Afron ha scelto di essere accanto ai pazienti ugandesi, portando avanti una serie di attività per le cure e l’assistenza dei piccoli pazienti oncologici, tenendo sempre conto delle maggiori difficoltà di accesso alle cure di un paese come l’Uganda. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della scuola di salute pubblica di Harvard e del Dana Farber Cancer Institute di Boston ogni anno, a più di 250mila bambini e adolescenti di età inferiore ai 20 anni, viene diagnosticato un cancro. Di questi 90.000 non sopravvivono. Questa purtroppo è solo la punta dell’iceberg perché in realtà i dati sono parziali. In molti paesi il registro dei tumori è inesistente, soprattutto quelli a basso e medio reddito dove il sistema sanitario è inaccessibile per costi, mancanza di strutture che spesso sono difficilmente raggiungibili. Le stime indicano che l’80 per cento dei piccoli pazienti oncologici proviene da questi paesi dove la malattia spesso, non è conosciuta. I ricercatori che hanno condotto gli studi avvertono: ‘La quota sommersa dei casi di cancro infantile non registrati tra il 2015 e il 2030 potrebbe arrivare a tre milioni’. E’ alla luce di questi dati che “Noi di Afron continuiamo a lavorare ogni giorno perché tutti possano avere accesso alle cure”, ha concluso Andriani.

(www.dire.it)

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