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Raffaello 500, a Roma la mostra con oltre 200 opere che celebrano il mito

Dal 5 marzo alle Scuderie del Quirinale un percorso a ritroso che racconta la vita dell'artista

ROMA – La ritrovata “sinfonia in rosso” del Ritratto di Leone X, il ritorno il Italia della sublime Madonna d’Alba, l‘Autoritratto con amico proveniente dal Louvre. E poi La Velata, La Fornarina, il Ritratto di Giulio II, le lettere e i disegni appena restaurati, ma anche la riproduzione a grandezza naturale della monumentale tomba custodita al Pantheon. Con 204 opere esposte, dal 5 marzo (e fino al 2 giugno) arriva alle Scuderie del Quirinale “la più grande mostra mai organizzata e realizzata su Raffaello”, simbolo delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del genio urbinate. Un lavoro partito tre anni fa con una “organica collaborazione scientifica con gli Uffizi”, che alle Scuderie del Quirinale portano 49 opere, 30 delle quali dello stesso Raffaello (su un totale di 120). Anticipato dal titolo ‘Raffaello 1520-1483’, la mostra è un “percorso a ritroso” che racconta la grandezza dell’artista a partire dal suo periodo romano, per poi tornare agli anni di Firenze e da qui all’Umbria, fino alle radici di Urbino.

“Si tratta di un progetto scientifico serratissimo che trova la sua celebrazione a Roma- ha detto Mario De Simoni, presidente Ales Scuderie del Quirinale- Sarà una grande opportunità di approfondimento intellettuale per tutti i visitatori che accresceranno la loro stratificazione cognitiva”. A oggi, i biglietti già venduti e prenotati sono arrivati a quota 70mila, senza alcuna disdetta dovuta al Coronavirus. Tanto che a oggi “la mostra è confermata– ha detto De Simoni- anche se seguiremo passo passo le indicazioni che daranno le autorità”.

Molte le istituzioni culturali italiane che hanno collaborato all’evento, dalla Galleria Borghese al Parco archeologico del Colosseo, che organizzerà una mostra sulle Grottesche alla Domus aurea, fino ai Musei Vaticani, che alle Scuderie hanno prestato ‘Il sacrificio di Lystra’, bellissimo arazzo disegnato da Raffaello per la Cappella Sistina, e alla Pinacoteca di Bologna, da dove arriva la grande pala di Santa Cecilia. Tra i prestiti eccellenti, oltre ai già noti Ritratto di Baldassarre Castiglione e Autoritratto con amico dal Louvre, spiccano la Madonna d’Alba dalla National Gallery di Washington, la Madonna della Rosa dal Prado e la Madonna Tempi dalle Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, la mostra sarà anche l’occasione per osservare da vicino i ritratti dei due papi che consentirono a Raffaello di dimostrare il suo potenziale artistico: quello di Giulio II, in arrivo a Roma dalla National Gallery di Londra, e quello di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, proveniente dagli Uffizi e appena restaurato dall’Opificio delle pietre dure.

(Nicoletta Di Placido-www.dire.it)
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