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Coronavirus, il CERN corre in soccorso della sanità, prototipi di ventilatori impiegati nella lotta contro il virus

ROMA – Il centro di ricerca sulla fisica delle particelle di Ginevra mette a disposizione della lotta alla pandemia le competenze dei suoi 18.000 scienziati e ingegneri e le sue imponenti risorse tecnologiche e computazionali. Tra i primi risultati, il prototipo di un nuovo tipo di ventilatore che potrà essere usato anche dove la distribuzione di energia è instabile. “Vogliamo impiegare le nostre risorse e competenze per contribuire alla lotta contro la pandemia COVID-19”, ha dichiarato il direttore generale del CERN Fabiola Gianotti.

“Il CERN è un laboratorio leader mondiale nella fisica delle particelle e nelle tecnologie correlate. Come tale, è un hub di risorse, tra cui la Worldwide LHC Computing Grid (WLCG), officine meccaniche, sofisticate strutture di progettazione e prototipazione, tecnologie avanzate e competenze che vanno dalla scienza e dall’ingegneria all’industrializzazione”.

Un progetto concreto in fase di realizzazione è un nuovo tipo di ventilatore chiamato HEV ideato da un gruppo di fisici e ingegneri della collaborazione LHCb del CERN, con l’aiuto di altri servizi del centro.

Con la diffusione del contagio del nuovo coronavirus è esploso il numero di pazienti ricoverati che hanno bisogno di un supporto meccanico per la respirazione.  Il gruppo del CERN ha intuito che i tipi di sistemi usati per regolare i flussi di gas per i rivelatori di particelle possono essere usati per realizzare un nuovo ventilatore, che potrebbe essere usato per i pazienti che hanno solo sintomi lievi o che sono in fase di recupero, liberando le macchine più sofisticate per i casi più gravi.

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