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Musica e natura si incontrano: il nuovo disco di Naomi Berrill è un’ode al cambiamento

La cantautrice torna con il suo terzo album Suite Dreams uscito l’8 maggio 2020, il primo per la Warner music. Il violoncello emerge come protagonista in un disco in cui la migrazione è musicalmente interpretata quale condizione umana e naturale.

La poliedrica artista irlandese vanta collaborazioni prestigiose con artisti classici come Giovanni Sollima e Michael Nyman. Il suo estro artistico la porta a suonare con jazzisti del calibro di Simone Graziano e Alessandro Lanzoni e con musicisti contemporanei fra cui Alter Ego e Time Machine Ensemble. Così, il suo disco Suite Dreams è composto da una miscela sapientemente costruita da sonorità pre-barocche, elementi cantautoriali e il ritmo del jazz, per fare largo anche alle ballate irlandesi come mai era accaduto negli album precedenti.

I temi della migrazione, dell’incontro e della trasformazione connotano le tre Suite che formano il disco, argomenti cari all’artista che dalla terra natale è giunta in Italia assorbendone la cultura senza dimenticare le sue radici. Naomi Berrill con ecletticità si muove fra il violoncello, il pianoforte e la chitarra lasciando spazio alla concertina e alla piccola fisarmonica folk, strumenti tipici d’Irlanda.

La commistione fra elementi culturali differenti è imprescindibile per il componimento dei suoi brani, e come lei stessa dice “la propria identità è la moneta di scambio per accettare la diversità e chi non si apre a questo confronto perde un’opportunità”. Opportunità che lei stessa coglie e sperimenta attraverso le sue canzoni in cui musica e natura si fanno dimensioni rappresentative del cambiamento e dell’adattamento.

Tutto è mutamento e sperimentazione nei brani di Naomi Berrill, dove gli strumenti classici si intrecciano con i suoni folk della tradizione irlandese, a simboleggiare un incontro fra culture. Come nell’alternarsi delle stagioni, nel crescere delle piante e nelle migrazioni di uomini e stormi la natura è in continua ricerca e assestamento, allo stesso modo la musica muove verso territori inesplorati. Ne è un esempio il brano “Prelude” in cui l’artista partendo dalla Bourée della 3 Suite di Bach ne cambia la metrica e l’armonia.

Del mondo naturale evocato in Suite Dreams Naomi Berrill è la ninfa che da eccezionale polistrumentista prende forma tra diversi strumenti, in modo altrettanto rappresentativo della migrazione e metamorfosi umana. Il susseguirsi delle melodie riproduce il movimento e i suoni della natura creando un’identificazione tra elementi sonori e il figurativi: la voce di Naomi accarezza come un alito di vento, si muove fra arpeggi ritmici del violoncello, i pizzicati delicati delle corde emergono come gocce di pioggia.

La leggerezza eterea della sua voce in controcanto si fa eco negli antri più intimi e delicati della natura.

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