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Coronavirus, Istat e agenzia Fitch Ratings annunciano neri presagi per l’economia Italiana: in tre mesi persi 500mila posti di lavoro

ROMA – Per Fitch la recessione scatenata dal coronavirus “avrà un impatto durevole sul Pil”, segnando l’economia “per anni” al punto che i dieci Paesi sviluppati, tra cui l’Italia, “nel 2025 resteranno del 3-4% sotto il trend pre-crisi”. Il Pil, spiega l’agenzia di rating, se non ci saranno nuovi lockdown tornerà al livello pre-Covid nell’Eurozona entro la fine del 2022. Crescita zero per l’Italia alla fine del quinquennio.

Il Pil, si legge nel rapporto dell’agenzia di rating, tornerà al livello pre-covid entro la metà del 2022 negli Usa ed entro la fine del 2022 nell’eurozona nello scenario base che prevede il non ripetersi di impennate delle infezioni che portino a nuovi lockdown, anche se nel 2025 il Pil atteso si troverà ben al di sotto dei livelli impliciti attesi nel trend pre-virus. Peggio andrà all’Italia che, alla fine del quinquennio 2020-2025, si troverà con un saldo di crescita zero.

E sarà una crisi economica molto forte anche secondo i dati Istat. Il mercato del lavoro in Italia ha segnato “tre mesi consecutivi di cadute congiunturali”, un trend non fortissimo ma “persistente”: lo ha detto Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, in audizione al Senato, parlando di “un calo del mercato del lavoro di circa 500mila occupati dall’inizio della pandemia”. Monducci, citando le indagini a disposizione, ha aggiunto che “oltre un terzo delle imprese” ha denunciato fattori economici ed organizzativi che mettono a rischio la sopravvivenza, rilevando un rischio per la sostenibilita’ dell’attività da qui a fine anno”.

“Tutela del reddito e del lavoro” per evitare effetti “a spirale” e “tutela delle imprese con la liquidità ora” sono “pilastri irrinunciabili che vanno mantenuti” perché sono “un mix di elementi che puo’ generare una ripresa endogena”. Lo ha detto Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat rispondendo a domande sugli effetti del blocco dei licenziamenti nel corso dell’audizione su scostamento e Pnr davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Monducci ha ribadito le difficoltà delle imprese, “non solo le marginali, anche le piu’ dinamiche: stiamo rischiando pezzi pregiati del sistema produttivo, assolutamente tenere in piedi sistemi di supporto”.

“Previsioni non positive anche dalla Corte dei Conti che, in audizione alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato, ha spiegato di ritenere l’obiettivo del governo di contenere a -8% l’impatto dello shock della pandemia sul Pil 2020  “piuttosto ambizioso” dati gli indicatori economici degli ultimi mesi e non di escludere un “rimbalzo sensibile”. Con alta probabilità “la Nadef dovrà prevedere un aggiustamento peggiorativo delle principali grandezze, con una ulteriore riduzione della crescita nominale del Pil, probabilmente superiore ad un punto percentuale”.

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