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Rientro a scuola il 7 gennaio: Dura la posizione del Segretario nazionale Confasi Scuola.

Adele Sammarro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma- Via libera al rientro a scuola il 7 gennaio. In classe solo il 50% degli studenti delle scuole superiori. Previsti ingressi scaglionati con turni differenziati in due fasce: dalle ore 8 alle 14 e dalle 10 alle 16, sabato compreso. Prevista anche la riduzione dell’ora scolastica a 45-50 minuti. In merito ai trasporti, annunciato il potenziamento degli stessi, stanziati oltre 300 milioni di euro.

Intanto, gli orari differenziati stanno alimentando più critiche che consensi. A dirlo il segretario nazionale Confasi Scuola, Adele Sammarro.”La Calabria rientra tra le regioni che ripartirà con la differenziazione degli orari d’ingresso e d’uscita. Certamente si tratta di una scelta molto approssimativa -commenta la Sammarro– di cui non sono stati valutati gli effetti. Semplice a dirsi, ma non facile nella attuazione. A ciò, si aggiunge che, in Calabria, l’indice RT è arrivato 1.10, l’impennata dei contagi è in netto aumento. Un dato questo -dichiara Adele Sammarro– sottovalutato dalle autorità competenti. Una riapertura poco oculata, in vista soprattutto di una probabile terza ondata, -denuncia la Sammarro– senza riferimento alcuno alla variante covid inglese, che risulta essere più contagiosa tra bambini e ragazzi, altro aspetto sottovalutato e sottaciuto, ma di enorme importanza, che merita la giusta considerazione. Insomma, un modus operandi -aggiunge il leader della Confasi Scuola–  in cui si scorge molto pressapochismo e tanta superficialità”. Dura la posizione della Sammarro in merito ai turni differenziati, “una soluzione pensata non in modo sensato, certamente dimostra che chi optato per questa soluzione non opera nella scuola, pertanto disconosce tutto ciò che c’è dietro alla gestione e all’organizzazione di una scuola, alla pianificazione del lavoro e delle attività varie, docenti e dirigenti assieme al personale Ata, profondono grande impegno affinché la scuola possa funzionare al meglio, lavorando alacremente, tutto questo merita rispetto e considerazione. Ci sarà bisogno di più personale. Questa scelta creerà non pochi disagi, non solo alla scuola, ma anche alle famiglie e agli allievi, che si vedranno costretti a turni assurdi, con orari che sconvolgeranno la quotidianità. Le famiglie -continua il segretario Confasi– dovranno riorganizzarsi al meglio. Basti pensare ai pendolari, a quei ragazzi che entreranno a scuola nel secondo turno e termineranno alle 16, ciò avrà gravi ripercussioni sulla didattica e non solo. Sarebbe il caso di predisporre anche un servizio mensa per coloro che faranno il secondo turno (dalle 10 alle 16), cosa difficile in piena pandemia. Per non parlare del disagio che si creerà per quei docenti che lavorano su più scuole. Le numerose difficoltà che le scuole si troveranno a fronteggiare, carenza di personale, problemi di connessioni, reti poco sufficienti che certamente non potranno garantire la riuscita ottimale della didattica mista. Ancora una volta- tuona la Sammarro– questo governo mostra molto pressapochismo e disconosce la vera realtà del mondo scuola. Sono senza dubbio decisioni scellerate, troppo affrettate. Si continua ad operare con scelte sbagliate, a dare diktat dall’alto, senza che ci sia stato mai alcun confronto con le parti interessate. Insomma, -conclude la Sammarro– sarebbe il caso ripensare ad un nuovo modo di fare Scuola, ma in modo democratico e più razionale”.

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