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Dopo il 6 aprile cosa cambia e quali sono le divisioni in zone dell’Italia?

ROMA – Da il 6 aprile tornano i colori, dopo una breve ma totale chiusura, l’Italia torna per poco a riprendere fiato.  Regole diverse da Regione a Regione. Si prospettano cambi di fascia per diverse aree. Trentino, Veneto e Marche, che passano in arancione, con l’aggiunta poi dell’ Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano poiché il calo dei contagi ha consentito di riaprire anche ad alcune attività considerate “non essenziali” come: Parrucchieri  e centri estetici. Dovranno sottostare alle restrizioni da area arancione 4 italiani su 10, cioè quasi 25 milioni di persone.

Zona rossa – Rimangono in rosso invece Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Lombardia. Quest’ultima Regione però, in seguito a un miglioramento dei numeri, dal 12 aprile potrebbe attenuare le restrizioni.

Rientri dall’estero, tamponi e quarantena – Restano invece confermate fino a fine mese le nuove norme sanitarie per chi va all’estero: per chi rientra in Italia, infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto la quarantena di almeno cinque giorni, accompagnata da doppio tampone, prima e dopo. Rimangono intanto sotto stress gli ospedali, dove le terapie intensive sono sempre in sofferenza.

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