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Inizia il ramadan con preghiera è anticipata per rispettare il coprifuoco

Abbiamo riadattato il rito, spostando la fine di tutto alle 21,30" spiega Yassine Lafram, presidente dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia (Ucoii) e di quella bolognese

BOLOGNA – Domani per la comunità musulmana inizia il secondo ramadan nel bel mezzo di una pandemia globale. Se l’anno scorso erano chiusi tutti i luoghi di culto e dunque sermoni e preghiere sono andati in streaming, quest’anno il problema principale è legato al coprifuoco. “Abbiamo riadattato l’ultima preghiera serale, che normalmente termina alle 22.30-23 anticipando la fine alle 21.30, consentendo così ai fedeli di poter tornare a casa prima del coprifuoco”, spiega alla ‘Dire’ Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii) e della comunità bolognese. Al contrario dello scorso Ramadan, infatti, quest’anno anche le moschee, così come le chiese per la religione cattolica, sono aperte ai riti di culto e la comunità musulmana non dovrà rinunciare alle cinque preghiere giornaliere, che affiancano la pratica del digiuno durante tutto il mese che, iniziando domani, terminerà mercoledì 12 maggio.

Yassine Lafram, presidente dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia (Ucoii) e della comunità bolognese

“Il digiuno è uno dei cinque pilastri del ramadan ed è quello più praticato anche da chi, magari, fatica a pregare cinque volte al giorno”, spiega Lafram. Questo periodo, infatti, è “molto sentito” dalla comunità non solo per l’aspetto religioso della pratica ma anche e soprattutto per i momenti di socialità e condivisione che innesca. A Bologna “ci sono circa 25.000 musulmani e ci manca tantissimo la dimensione sociale perché è un momento in cui, dal momento della rottura del digiuno (al tramonto), si è soliti incontrarsi con amici e parenti”, spiega Lafram, ricordando la ormai tradizionale ‘Iftar street’, la grande tavolata di fine ramadan che ogni anno portava in via Torleone circa 7.000 bolognesi.

Lafram coglie l’occasione per sottolineare l’importanza ‘solidale’ di questo mese tanto che “durante il ramadan, quando ci si sente più affamati e assetati, ci si sente allo stesso tempo più vicini a chi sta male”. Una prova? Stando a quanto racconta Lafram, in questo mese “raddoppiano” le donazioni da parte della comunità ad organizzazioni e associazioni che lavorano sostenendo chi si trova in difficoltà. (www.dire.it)

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