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I risvolti psicopatologici del COVID-19 in bambini e adolescenti, secondo i segretari del Sinalp medici

Roma-L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha prodotto una rivoluzione nella nostra quotidianità: dal lavoro alla scuola, passando alla socialità in generale, con ripercussioni su bambini e adolescenti.

Gli effetti del lockdown e dell’isolamento forzato, hanno creato non pochi disagi, con forte senso di destabilizzazione e crollo delle certezze, catapultando l’individuo in un’altra dimensione. Ad essere stravolto in toto il concetto di socialità, che sta interessando molto le giovani generazioni.

A tal proposito abbiamo sentito il parere degli esperti del  S.I.N.A.L.P Medici.

Dopo un’attenta riflessione-spiega la dottoressa Federica Castello,vice nazionale- nata dalla sinergia tra il segretario nazionale Filippo Fordellone, il segretario regionale Vincenzo Loiero e tutti i neo segretari del S.I.N.A.L.P., abbiamo deciso di dedicare uno spazio ai giovani e alle famiglie, analizzando questa fase delicata dopo oltre un anno di pandemia”.

Gli eventi di vita stressanti- si legge nella nota- sono fattori che possono influenzare il benessere psicologico in questa fase e sul lungo periodo, aumentando il rischio di sviluppare disturbi psicopatologici.

Dovendo osservare le regole dell’isolamento sociale a causa della pandemia, i giovani sono tornati a confrontarsi con un contatto prolungato con i propri genitori, un po’ come tornare alla condizione infantile, dunque, di continua interdipendenza con le autorità genitoriali”.

In questa condizione- ribadiscono i segretari S.I.N.A.L.P- si sono osservati: aumento di conflitti intra-familiari, un aumento dello stress psicologico, abbassamento del tono dell’umore, un aumento della dipendenza da dispositivi elettronici.

Tutto associato alla mancata possibilità di accedere agli spazi esterni per poter esercitare attività fisica, che ha portato nei bambini e negli adolescenti ad un aumento dell’irritabilità ed una maggiore predisposizione ai conflitti.

Nei bambini e negli adolescenti l’interruzione scolastica ha portato ad una minore attività fisica, irregolarità del sonno, alimentazione scorretta ed un uso smodato di internet e dispositivi tecnologici.

In molti casi la didattica a distanza si è tradotta in una assegnazione di compiti a casa o alla semplice ripetizione delle tradizionali lezioni frontali, portando bambini ed adolescenti a vivere in modo sgradevole il mondo scolastico.

L’interruzione delle lezioni in presenza ha paradossalmente aiutato coloro che invece evitano il confronto diretto con i compagni e gli insegnanti che sperimentano ansia da prestazione o che soffrono di fobia sociale e scolastica. È fondamentale prendere in considerazione questo aspetto per il ritorno a scuola”.

La solitudine e l’isolamento sociale- ribadisce la dottoressa Castello- sono sicuramente il più grande dramma che ognuno di noi ha vissuto e continua a vivere a causa della pandemia, creando una condizione di fatica, stress psicologico continuo e che ha portato ad una destabilizzazione e crollo delle certezze, che è devastante soprattutto per i giovani”.

Anche la noia e l’apatia-osserva la dottoressa- hanno portato delle conseguenze psicologiche importanti: un cambio radicale dello stile di vita ha portato molti bambini e adolescenti verso un baratro di emozioni complesse e problematiche che in certi casi ha scatenato veri e propri sintomi di tipo depressivo.

Adolescenti con deficit di attenzione e iperattività (ADHD) hanno avuto maggiore difficoltà di adattamento, manifestando problemi comportamentali.

Giovani affetti da autismo hanno visto modificarsi le routine quotidiane e gli schemi di funzionamento personali e familiari”.

Come ottimizzare questo periodo?

Secondo la Castello-piccoli suggerimenti possono aiutare a gestire la resilienza e a farci capire quali sono i nostri punti di forza e debolezza, trasformandoli in risorsa ed energia, permettendoci di mantenere il nostro benessere fisico e psicologico, nonostante il periodo.

È essenziale-aggiunge- che i genitori adattino le regole alla situazione attuale, ponendo dei limiti e delle regole che siano condivise con i propri figli.

Il tempo trascorso in rete deve essere consapevole e responsabile e deve cercare di scaturire stimoli e riflessioni”.

Trasformare la noia in una risorsa, ponendola come occasione di immaginazione, creatività e fantasia; la noia non è uno stato necessariamente negativo, anzi è proprio da lì che nascono le idee nuove.

Per ultimo, ma non meno importante,-conclude la vice nazionale del S.I.N.A.L.P medici -, è mantenere una routine quotidiana che rappresenti una situazione rassicurante non solo per gli adolescenti ma per gli stessi genitori”.

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