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La NATO tra Difesa Europea e sfide globali

ROMA – Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha preso parte insieme alla collega tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer al dibattito sul tema “La NATO tra Difesa europea e sfide globali”. Evento svolto in videoconferenza, organizzato da Formiche, Fondazione Konrad Adenauer e Centro Studi Americani.

“Il lavoro di NATO e UE deve essere caratterizzato da una continua ricerca di complementarietà e sinergia, con un impiego efficiente degli strumenti a loro disposizione, evitando che si tenda ad una divisione del lavoro o ad una regionalizzazione degli impegni. Abbiamo bisogno di procedere insieme e penso che da questo punto di vista la collaborazione, la cooperazione e l’amicizia tra Italia e Germania possano dare un contributo fondamentale”.

Così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini durante l’appuntamento di “Strategic Dialogues” dedicato al tema “La NATO tra Difesa europea e sfide globali”. Appuntamento al quale ha preso parte il Ministro della Difesa tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer, svolto in videoconferenza e organizzato da Formiche, Fondazione Konrad Adenauer e Centro Studi Americani.

Un dibattito – coordinato da Marta Dassù, membro del Board del Centro Studi Americani e al quale sono intervenuti Flavia Giacobbe, direttrice di Formiche, e Nino Galetti, direttore Konrad Adenauer Stiftung Italia – occasione di riflessione sull’attuale revisione strategica della NATO alla luce del momento storico in cui le minacce alla nostra sicurezza si caratterizzano per la spiccata multidimensionalità, non solo in termini di “domini” dello strumento militare, ma anche per le concomitanti sfide diplomatiche, tecnologiche, economiche e di comunicazione strategica.

“Ci troviamo in un ambiente nel quale risultano centrali le minacce provenienti da Fianco Sud, Mediterraneo, Sahel e Corno d’Africa, e in cui è sempre più radicata la presenza di attori esterni con posture che variano dall’attivismo economico ad una più marcata visibilità militare. La situazione in Libia, e più in generale nel continente africano, ne sono un plastico esempio” ha affermato Guerini richiamando lo scenario di sicurezza descritto nel documento “NATO 2030” (base concettuale per la discussione tra Alleati per individuare soluzioni condivise per un adattamento della NATO al corrente e futuribile scenario di sicurezza internazionale).

Uno scenario complesso, quindi, da osservare tenendo presente l’esigenza di salvaguardare i valori dell’Alleanza: “Le riflessioni derivanti dal NATO 2030 ci spingono a considerare anche l’opportunità di lavorare ad un nuovo Concetto Strategico dell’Alleanza che partendo dai compiti fondamentali e sempre attuali di difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa, consenta alla NATO di adattarsi al meglio anche al nuovo contesto”.

Esigenza che collima con l’iniziativa avviata in ambito europeo con lo Strategic Compass, la guida politico strategica che consentirà di definire la proiezione dell’Unione Europea nel campo della sicurezza internazionale, in complementarietà con la NATO e con le principali organizzazioni internazionali.

A pochi giorni dal workshop di Lisbona dedicato proprio alla cosiddetta “bussola strategica”, Guerini ha ricordato che gli strumenti che si stanno sviluppando in quel contesto attengono ad aree quali la gestione delle crisi, la resilienza, lo sviluppo di capacità ed i partenariati: “l’Italia – ha detto – sta guidando il lavoro di approfondimento su quest’ultimo aspetto, dove centrale è il ruolo della relazione tra UE e NATO, che resta l’organizzazione di riferimento per la Difesa Collettiva”.

Il Ministro si è detto certo che “lo sviluppo di una Difesa Europea rappresenti lo strumento per consentire all’Unione l’autonomia di intervento nelle aree di interesse ma anche di rafforzare l’Alleanza Atlantica di cui rappresenta il pilastro europeo”.

Sinergie, quindi, e non duplicazioni da conseguire attraverso un rapporto costante e aperto, ricercando il mutuo soccorso specie in quei settori nei quali l’una o l’altra organizzazione eccellono.

“Stiamo lavorando molto, in cooperazione con la Germania, per un rafforzamento dell’Europa della Difesa che sia rispettoso del ruolo della NATO” ha affermato sottolineando che “il potenziamento dell’Europa della Difesa quale pilastro della NATO rappresenta per l’Italia anche un’assunzione di responsabilità alla quale l’Unione Europea non può sottrarsi”.

“Per l’Italia – ha ribadito – la saldezza del rapporto transatlantico è centrale. Rapporto che è stato improntato da sempre sulla trasparenza, fiducia, profonda amicizia e condivisione dei valori. Ancor più oggi, con la nuova Amministrazione USA”.

Fondamentale, inoltre, sincronizzare e armonizzare le varie iniziative in corso – come PESCO (Cooperazione Strutturata e Permanente), Coordinated Annual Review on Defence (CARD), EDIDP (European Defence Industry Developement Programme) e EDF (European Defence Fund) – razionalizzandone i processi e ricercando coerenza con l’analoga pianificazione capacitiva della NATO.

“L’azione che, con le colleghe di Germania, Francia e Spagna, stiamo portando avanti nell’ambito dell’Iniziativa PESCO 4  – ha aggiunto – va proprio in questa direzione e sta ricevendo supporto e consensi da parte dei nostri colleghi oltre che delle realtà comunitarie coinvolte nel processo, in particolare EDA e il Servizio Europeo di Azione Esterna”.

Nel suo intervento, il Ministro Guerini ha menzionato la collaborazione tra Leonardo e Hensoldt: “L’acquisizione del 25 per cento dell’azienda tedesca Hensoldt da parte della italiana Leonardo è un passo importante che può dare vita a un campione europeo nell’elettronica della difesa”.

Ha quindi posto poi l’accento sulle sfide tecnologiche: “Siamo consapevoli che disporre di una tecnologia dell’industria della difesa competitiva è fondamentale. Ritengo però che le sfide, anche tecnologiche, siano più difficili se approntate da soli. La condivisione delle pratiche migliori rafforza l’Europa nel suo insieme e i singoli stati membri”.

 

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