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Il Viminale in blu per le vittime civili di tutte le guerre

Roma – Il palazzo del Viminale ieri si è illuminato di blu.

Il ministero dell’Interno, aderendo alla campagna promossa dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg) e dall’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), ha colorato di blu la sua facciata – dalle 18 alle 21 di ieri sera – per celebrare simbolicamente la “Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo”, ricorrenza che cade il 1° febbraio, giorno in cui, nel 1979, entrò in vigore il testo unico sulle pensioni di guerra nel quale, per la prima volta, le vittime civili furono pienamente equiparate a quelle militari, riconoscendo loro pari dignità.

Hanno aderito all’iniziativa, illuminando di blu le proprie sedi, anche il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati, la Presidenza del Consiglio dei ministri, numerose amministrazioni centrali e comuni italiani, ai quali in particolare è rivolta la campagna per la Giornata nazionale 2023, lanciata dall’Anvcg e dall’Anci nel corso dell’assemblea nazionale di quest’ultima, tenutasi lo scorso novembre a Bergamo. Tra le moltissime città aderenti Roma, Firenze, Napoli e Palermo, oltre a Marzabotto, città della strage nazifascista, e Assisi, città della Marcia della pace.

La Giornata, istituita dalla legge n.9 del 25 gennaio 2017, anche su impulso dell’Anvcg, si propone il fine di preservare la memoria delle vittime civili di tutte le guerre e di tutti i conflitti nel mondo, e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto che tali drammatici eventi hanno sulle popolazioni, promuovendo, in armonia con la Costituzione italiana, la cultura della pace e del ripudio della guerra.

La commemorazione assume quest’anno un significato particolare, poiché si celebra mentre è ancora in corso il conflitto in Ucraina e cade a 80 anni dall’inizio della fase più cruenta dei bombardamenti, su gran parte del territorio italiano, durante la Seconda Guerra mondiale, a causa dei quali si contarono molte vittime anche tra la popolazione civile.

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