A conclusione del concorso per il quale sono state depositate 534 candidature, la giuria per l’anno 2023-2024 dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ha selezionato 16 borsisti. Questa nuova promozione esprime 9 discipline artistiche e 4 diverse nazionalità e sarà accolta a Villa Medici a partire da settembre 2023 per una residenza di creazione, sperimentazione e ricerca di un anno. I borsisti beneficeranno di una borsa di residenza, di un alloggio e di uno spazio di lavoro.
Per l’anno 2023-2024, sono stati selezionati i seguenti artisti borsisti:
La giuria di selezione era composta da Sam Stourdzé, direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e presidente della giuria; Tarek Atoui, artista e compositore; Victorine Grataloup, direttrice di Triangle-Astérides, centro di arte contemporanea; Maylis de Kerangal, scrittrice; Anick Lemoine, direttrice del Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris; Philippe Quesne, regista teatrale; François Quintin, consigliere per le arti visive alla direzione generale della creazione artistica, in rappresentanza della direttrice generale della creazione artistica; Marie-Cécile Zinsou, presidente della Fondation Zinsou e presidente del consiglio di amministrazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.
Per l’analisi delle candidature, la giuria si è avvalsa della competenza di tredici personalità nominate all’interno dell’amministrazione dello Stato e delle sue istituzioni pubbliche.
Durante l’anno di residenza, i borsisti saranno invitati a presentare il proprio lavoro nell’ambito di manifestazioni che scandiranno la programmazione artistica di Villa Medici:
– La Notte bianca, organizzata per l’autunno 2023, sarà l’occasione per una prima esposizione delle loro opere pluridisciplinari e prenderà la forma di una passeggiata notturna tra i giardini e gli spazi di Villa Medici;
– Durante tutto l’anno, saranno presentati concerti, letture, conferenze, performance ed eventi sotto forma di carta bianca ai borsisti che coinvolgeranno come ospiti veri artisti internazionali;
– Un evento di fine anno, momento importante della stagione estiva che offrirà uno scorcio sulla diversità delle discipline rappresentate e sulla contaminazione fruttuosa che si compie durante l’anno tra i progetti dei borsisti.
ALCUNI DATI
Candidature:
I 534 dossier di candidatura rappresentanti 570 candidati comprendevano: 273 donne, 290 uomini, 7 persone che non si rappresentano su uno spettro di genere binario, 32 binomi e 2 trinomi.
Promozione dei borsisti 2023-2024:
9 donne e 6 uomini e 1 persona non-binaria.
39 anni l’età media dei borsisti.
I BORSISTI
Pierre Adrian
Letteratura
Pierre Adrian (Francia, 1991) è uno scrittore. Nel 2015, ha pubblicato il suo primo libro,La Piste Pasolini, un racconto di viaggio iniziatico sulle tracce del poeta e regista italiano, per il quale ha ricevuto il Prix des Deux-Magots e il Prix François-Mauriac dell’Académie française. Pierre Adrian ha poi pubblicatoDes Âmes simples(Prix Roger-Nimier),Le Tour de la France par deux enfants d’aujourd’hui(con Philibert Humm) eLes Bons garçons, anch’essi pubblicati dalla casa editrice Éditions des Équateurs. Nel 2022, il suo romanzoQue reviennent ceux qui sont loinè stato pubblicato dalle edizioni Gallimard. Alla sua uscita, Marine Landrot ha scritto suTélérama: “Sono rari gli scritti così limpidi ed elaborati, capaci di suscitare un’emozione che rasenta le lacrime”. Formatosi come giornalista, appassionato di calcio e di ciclismo, Pierre Adrian è cronista al giornaleL’Équipedal 2016.
A Villa Medici, Pierre Adrian cerca di scolpire un libro nel marmo di Carrara. Seguendo il percorso del marmo, soffermandosi sull’essenza stessa del minerale e sul suo sfruttamento da parte dell’uomo, vuole scrivere un romanzo in cui si intrecciano la storia dei luoghi, la lotta politica ed ecologica nel cuore di una montagna ferita, un paradiso diventato un inferno bianco. La cava sarà il luogo della fantasia e della segretezza, della creazione e della distruzione, della schiavitù e della resistenza, delle più belle ambizioni dell’uomo e di quelle più svilenti. Raccontando il marmo di Carrara, cerca di scrivere la pietra, il territorio dell’immaginario, “immutabile nell’inesauribile, come la poesia”, secondo le parole dello scrittore francese Roger Caillois.