Roma – Elevato il limite della quota degli utili distribuita ai lavoratori dipendenti che si può assoggettare all’imposta sostitutiva. Terminato l’iter parlamentare, con la pubblicazione in Gazzetta entra in vigore la legge n. 76 del 15 maggio 2025 con le disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese.
La norma, all’articolo 5, prevede che in caso di distribuzione ai lavoratori dipendenti di una quota degli utili d’impresa non inferiore al 10% degli utili complessivi, effettuata in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali (previsti dall’articolo 51 dlgs n. 81/2015), per il 2025 è elevato a 5.000 euro (da 3.000 euro) il limite della quota degli utili distribuita ai lavoratori che si può assoggettare all’imposta sostitutiva (comma 182 L. n. 208/2015). Ricordiamo che per il 2025 (ma anche per il 2026 e 2027) tale imposta è fissata al 5% anziché al 10%.
Qualche novità in arrivo, con l’articolo 6 della legge pubblicata ieri in Gazzetta, anche per la tassazione dei piani di partecipazione finanziaria dei lavoratori dipendenti. I Piani possono prevedere, tra l’altro, anche l’attribuzione di azioni in sostituzione di premi di risultato. Per il 2025 i dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti dalle azioni attribuite in sostituzione di premi di risultato, per un importo non superiore a 1.500 euro annui, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50% del loro ammontare.

