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Mutande sotto al costume: scelta inadeguata in piscina, sono diffusori di batteri

Nelle piscine pubbliche e private capita spesso di vedere persone, soprattutto giovani, indossare slip o boxer sotto al costume da bagno. Una scelta che, oltre a non avere reali benefici estetici o pratici, comporta invece rischi concreti per l’igiene e la salute.

“Indossare biancheria intima sotto il costume in piscina è una pratica inadeguata, che può favorire la proliferazione di batteri e aumentare il rischio di infezioni cutanee o intime,” spiega il professor Carlo Maria Della Peruta, esperto in igiene e microbiologia. “A differenza dei costumi da bagno, realizzati con materiali tecnici pensati per asciugarsi rapidamente e non trattenere residui organici, slip e boxer — spesso in cotone o in fibre naturali come il bambù — tendono ad assorbire e trattenere umidità, microbi urinari e residui fecali a diretto contatto con le zone genitali.”

Il rischio, conferma il professor Della Peruta, riguarda sia il singolo che la collettività: quei batteri possono infatti essere rilasciati in acqua, compromettendo la qualità igienica delle vasche. Proprio per questo motivo, in molte piscine italiane è in vigore un regolamento interno che vieta esplicitamente l’uso di intimo sotto il costume, oltre all’obbligo di doccia pre-ingresso.

Diverso è il discorso per il mare: “In acqua salata il rischio si riduce, ma anche lì resta una pratica da evitare,” sottolinea l’esperto.

L’invito degli operatori del settore e dei medici è quindi chiaro: in piscina il costume va indossato senza biancheria sotto, prediligendo materiali tecnici pensati appositamente per questo tipo di attività. Un piccolo gesto che tutela la salute di tutti.

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