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Comitati ordine e sicurezza, reati ridotti del 13%

roma – Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto , in prefettura a Palermo, una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto Massimo Mariani. Presenti il capo della Polizia-direttore generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Pisani, il sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla, il procuratore generale Lia Sava e il procuratore della Repubblica Maurizio De Lucia.

All’ordine del giorno un punto di situazione sul presidio del territorio e sulle azioni messe in campo per contrastare illegalità e degrado.

Nel corso della riunione è stato evidenziato come nei primi mesi del 2025 i reati a Palermo e nell’area metropolitana sono calati del 13%, mentre sono aumentati in modo significativo i servizi di controllo del territorio. Durante l’incontro Piantedosi ha sottolineato tra le altre cose il rapporto tra Forze di polizia presenti sul territorio e abitanti, che a Palermo risulta essere più che buono, nonché i risultati straordinari riportati, che sono un incentivo a rinnovare l’impegno per rafforzare gli organici.
Il ministro ha espresso apprezzamento per l’ottimo lavoro svolto dalle Forze di polizia grazie anche a un efficace raccordo istituzionale – aspetti, questi ultimi, riconosciuti unanimemente dai partecipanti all’incontro – annunciando il suo ritorno nel capoluogo siciliano per la fine dell’anno.

Sempre sul fronte della prevenzione, in particolare per quanto riguarda la sicurezza urbana, è stato affrontato il tema dei fondi per la videosorveglianza:  a questo proposito la città ha già ottenuto circa 3 milioni di euro per implementare le telecamere nell’area metropolitana, mentre altri 6 milioni sono pronti a valere sul Fondo Sicurezza Urbana 2024-2026.

Durante la sua visita a Palermo il ministro Piantedosi ha anche reso omaggio alla memoria del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia, uccisi dalla mafia il 6 agosto 1985, deponendo al suo arrivo una corona di alloro ai piedi della lapide che li ricorda, all’interno della caserma “Boris Giuliano”.

«A quarant’anni dall’agguato in cui furono assassinati Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, rendiamo omaggio al coraggio, al senso del dovere e al sacrificio di due straordinari poliziotti che pagarono con la vita l’incrollabile determinazione nella lotta alla mafia», ha dichiarato il titolare del Viminale.

«Nel custodire per le nuove generazioni la memoria di chi ha pagato il prezzo più alto per combattere la violenza delle organizzazioni criminali», ha aggiunto il ministro Piantedosi, «riaffermiamo con forza l’impegno, cui ciascuno di noi è chiamato ogni giorno, a difesa dei valori di legalità e giustizia».

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