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Le radici dell’odio – editoriale di Gian Luca Orlandi

EDITORIALE – C’è stato un momento di svolta nella storia del conflitto israeliano/palestinese , un momento durante il quale stava accadendo ciò che nessuno sperava potesse accadere , la fine delle ostilità e il riconoscimento reciproco ancor prima di due Stati , ” di due popoli ” e il diritto di ognuno ad esistere , la stretta di mano tra Yasser Arafat e Yitzhak Rabin dopo gli accordi di Oslo del 1993 era una stretta di Speranza tra due popoli in guerra da decenni in una area geografica , quella mediorientale , sempre rimasta una enorme polveriera.

Ma qualcuno decise di spezzare quella stretta di speranza , una mano carica di odio decise di assassinare Rabin 2 anni dopo quegli accordi causando l’interruzione del processo di pace e il ritorno all’ostilità di cui oggi siamo tragicamente testimoni.

Arafat e Rabin erano stati sin da giovani acerrimi nemici , soldati e comandanti nei rispettivi eserciti si erano combattuti per decenni ma si erano resi conto che ” fare la guerra non aveva senso ” , che avrebbero dovuto cercare un modo per convivere pacificamente, che la pace era possibile per un conflitto con radici lontane , da quando nel 1948 Israele era nato come stato indipendente dal piano di partizione della Palestina votato dall’ Assemblea generale delle Nazioni Unite , un popolo quindi trovava una ” casa ” dopo centinaia di anni , ma un altro la perdeva , questa è stata la radice principale di un conflitto che dopo 70 anni è più vivo che mai.

Capire e analizzare le radici dell’odio tra due popoli è necessario per capire in modo critico le ragioni degli uni e degli altri , per cercare di comporre una soluzione o mettere in atto modalità di diplomazia coerente e persuasiva , per far questo abbiamo la necessità , soprattutto al giorno di oggi , di liberarci dalle ideologie , studiare l’origine dei conflitti ed evitare il chiacchiericcio mediatico che parla solo alla pancia creando confusione nelle menti , perchè certi temi necessitano dell’ intelligenza naturale , piuttosto che di quella artificiale…

Dobbiamo cominciare tutti a fare i conti con la Storia che ci ha visti alternativamente vittime o carnefici , esemplificativo è il conflitto Russia e Ucraina che non nasce 3 anni fa , è un conflitto tra due popoli che nasce all’inizio dello scorso secolo , chi ha voglia adi approfondire vada a leggersi cosa è stato per gli ucraini ” L’ Holomodor ” il genocidio per fame del regime stalinista , o cosa è stato per i russi il collaborazionismo con il terzo Reich di partiti nazionalisti ucraini e personaggi come Stefan Bandera…

Ognuno ha le sue ragioni e le sue colpe e vale per la quasi totalità dei conflitti che insanguinano il mondo , conflitti , bisogna capire , voluti da Elites , signori della armi con interessi economici che soffiano sulle fiamme dell’odio , guardate alla guerra scatenata da Israele nata da una strage perpetrata da Hamas il 7 Ottobre 2023 con 1200 morti tra uomini ,donne e bambini , chi ha ideato e portato a compimento quella strage non poteva non sapere che Israele avrebbe scatenato una vendetta feroce considerato che gli israeliani hanno come principio ispiratore la frase ” Occhio per occhio , dente per dente ” .

Ma Israele non si è fermato , è andata avanti con la errata convinzione di poter risolvere il problema per sempre eliminando un intero popolo , quasi immemori di essere stati vittime di un Olocausto terribile , la storia sta dando ad Israele l’opportunità di generarne un altro passando da vittime a carnefici.

Ma le guerre le perdono tutti , anche chi pensa di averla vinta , l’odio se non viene sradicato , supera il tempo e le generazioni e prepara le guerre future in una spirale interminabile , le guerre che dovrebbero essere combattute tra soldati coinvolgono sempre i civili , vittime ” necessarie ” del pragmatismo folle di chi ragiona secondo il rapporto
” costi e benefici ” .

Negli ultimi giorni anche Subiaco , la mia città , è stata investita da una polemica sfociata nella polemica politica tra Amministrazione Pubblica e opposizione consiliare riguardo l’opportunità o meno di fare un gesto forte , il riconoscimento dello Stato palestinese , cosa che pensiamo non possa essere lesiva per una Amministrazione Pubblica a meno che non si è prigionieri di condizionamenti ideologici o pavida subalternità ad altri poteri che non permettono una coscienza critica indipendente.

Riconoscere che delle persone esistono , che un popolo esiste e ha diritto a vivere e prosperare non può essere materia di discussione , per il principio di uguaglianza di tutti gli esseri umani , d’altronde anche gli stessi israeliani lo avevano detto e sottoscritto all’epoca degli accordi di Oslo quando tra le parti in causa si era arrivati al concetto di
” due popoli e due stati ” , quindi per tutti dovrebbe diventare prioritario mettere in campo ogni strumento per fermare la guerra e prestare soccorso , soprattutto quando di mezzo ci sono i bambini…

Ho raccontato , qualche tempo fa , della Tregua di Natale , la storia della Prima guerra mondiale fermata da una partita di calcio , dell’ ipnotico potere di un pallone di riescire a riportarci alla giovinezza, all’innocenza dell’infanzia , forse insieme agli aiuti umanitari dovremmo inviare un container pieno di palloni da calcio , anzi due ….. uno per i soldati israeliani ….. se è vero che la Storia si ripete…!!!

Gian Luca Orlandi

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