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Banche: Federcontribuenti lancia l’allarme: conti correnti negati, imprese paralizzate

ROMA – Aprire un conto corrente si sta trasformando in un vero e proprio incubo per le imprese italiane. A lanciare l’allarme è Federcontribuenti, che nelle ultime settimane ha raccolto un’escalation di segnalazioni da aziende socie e studi di commercialisti in tutta Italia. Start-up appena nate o società consolidate, di capitali e di persone, tutte si scontrano con ritardi inspiegabili e rifiuti ingiustificati da parte degli istituti di credito. Per l’associazione, il problema non è un mero diniego, ma una sistematica omissione di trasparenza e tempestività che si traduce in un vero e proprio ‘veto silenzioso’. “I motivi del rifiuto quando vengono forniti sono vaghi fuorvianti e nella maggior parte dei casi non vengono affatto comunicati per iscritto” dichiara Stefano Vergani DG della Federcontribuenti. “Questo comportamento sta paralizzando di fatto l’avvio delle attività bloccando l’adempimento di obblighi fiscali la sottoscrizione di contratti essenziali e persino la pianificazione delle assunzioni di collaboratori.” Il risultato è paradossale: aziende perfettamente costituite e in regola si trovano impossibilitate a operare, pagare fornitori, versare imposte o ottenere finanziamenti. Ritardi e dinieghi sistematici rischiano di bloccare l’economia reale, calpestando i principi di correttezza e buona fede. La situazione italiana appare ancora più grave se confrontata con altri Paesi europei. In Francia, il diritto al conto è generalizzato; in Belgio, le banche sistemiche sono obbligate ad aprire un conto di base business dopo tre rifiuti. In Italia, invece, il conto di base è quasi esclusivamente destinato alle persone fisiche a basso reddito, lasciando imprese e società con fatturati importanti prive di tutela, nonostante siano legalmente obbligate a possedere un conto dedicato. Di fronte a questa situazione, Federcontribuenti rivolge un appello urgente al Governo e a Banca d’Italia affinché intervengano con misure immediate. L’associazione chiede l’obbligo di fornire motivazioni scritte in caso di diniego, tempi certi per l’apertura dei conti e soprattutto l’istituzione di un Conto di Base Aziendale, per garantire alle imprese il diritto fondamentale a operare e adempiere ai propri obblighi fiscali. Federcontribuenti invita inoltre l’ABI a un confronto per migliorare i rapporti con le imprese e annuncia che continuerà a monitorare la situazione, valutando eventuali azioni legali a tutela delle aziende penalizzate, fino alla possibile pubblicazione della lista delle banche che non rilasceranno comunicazioni formali con le motivazioni dei rifiuti.
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