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Malattia di Hansen: pochi casi in Italia, ma cresce la disinformazione

Negli ultimi anni in Croazia e Romania sono stati registrati alcuni casi della cosiddetta malattia di Hansen, meglio nota come lebbra. In Italia, invece, la situazione resta sotto controllo: meno di una decina di nuovi pazienti all’anno, tutti importati da Paesi in cui la malattia è ancora endemica.

A fare il punto è il dr. Emanuele Nicastri, che in un’intervista a La Repubblica sottolinea come il vero problema non sia tanto la contagiosità, quanto l’ignoranza e lo stigma ancora associati a questa condizione. «Dagli anni ’70, quando la malattia ha smesso di essere endemica in Italia, non ci sono più contagi locali – spiega Nicastri –. Per questo evitiamo il termine “lebbra”, che evoca punizioni bibliche, e preferiamo la definizione scientifica di malattia di Hansen».

Secondo l’esperto, la trasmissione della malattia è estremamente rara. «Serve un contatto stretto, costante e molto prolungato per infettarsi. E una volta iniziata la terapia farmacologica, il paziente smette immediatamente di essere contagioso».

Il dr. Nicastri evidenzia anche come la malattia sia ormai dimenticata nella pratica clinica: molti medici non hanno più esperienza con la diagnosi, che può rivelarsi subdola. Il batterio che causa la malattia di Hansen è simile a quello della tubercolosi, e l’identificazione al microscopio richiede competenze specifiche.

L’appello degli esperti è quindi duplice: mantenere alta l’attenzione medica per diagnosticare correttamente i casi, ma soprattutto combattere lo stigma sociale, evitando paure infondate e garantendo ai pazienti il pieno rispetto e la normale integrazione sociale.

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