Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma della Corte dei Conti, confermando il testo già votato dalla Camera e respingendo tutti gli emendamenti delle opposizioni. Il provvedimento diventerà legge dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
La riforma modifica le funzioni della magistratura contabile, restringendo la responsabilità amministrativa dei pubblici ufficiali attraverso una nuova definizione della colpa grave e rendendo permanente lo scudo erariale introdotto durante l’emergenza Covid. Vengono inoltre rafforzate le funzioni consultive della Corte, con l’obiettivo dichiarato dalla maggioranza di contrastare la cosiddetta “paura della firma” negli enti pubblici.
Il voto finale a Palazzo Madama si è chiuso con 93 sì, 51 no e 5 astenuti. Le opposizioni hanno duramente criticato il testo, sostenendo che indebolisca i controlli sulla gestione delle risorse pubbliche. Di segno opposto la posizione del governo, che rivendica una riforma equilibrata e condivisa anche da parte della magistratura contabile.
Molto critica l’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti, che parla di un passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici, mentre l’esecutivo respinge l’accusa di voler ridurre la trasparenza e nega qualsiasi intento punitivo nei confronti dell’istituzione.

