ESTERI – Dopo l’intensificarsi degli scontri tra la polizia e i manifestanti in tutto l’Iran, diventa sempre meno remota la possibilità che gli Stati Uniti intervengano in difesa dei civili. Il presidente americano, infatti, ha più volte dichiarato nelle ultime ore che è pronto ad intervenire se le proteste anti-governative saranno represse con il sangue. Stando a quanto riferito dal Wall Street Journal, il presidente Trump martedì parteciperà ad un briefing con i suoi più alti funzionari, per decidere quali azioni intraprendere: sul tavolo diverse opzioni tra cui l’intervento militare, informatico o economico.
Gli Stati Uniti, possono contare inoltre sull’intervento del loro alleato storico: Israele. Il Time of Israel ha fatto sapere che oggi pomeriggio Netanyahu ha convocato una consultazione sulla sicurezza in Iran e secondo indiscrezioni, anche l’Idf sarebbe pronto a rispondere con forza a Teheran. Dal canto suo, Khamenei ha accusato i manifestanti di protestare per compiacere il presidente degli Stati Uniti e minaccia di essere pronto a rispondere.
Secondo i dati diffusi dall’ong Human Rights Activists News Agency (Hrana), sarebbero oltre 2600 le persone arrestate dalla polizia di Teheran mentre sul numero dei morti c’è ancora molta incertezza: per l’agenzia sarebbero già 466. Intanto, gli ospedali stanno raggiungendo il collasso per via dei feriti e dei cadaveri. (www.dire.it – Agenzia Dire)

