Ansia da prestazione odontoiatrica e paziente non collaborativo!
Il dentista nella storia ha sempre rappresentato un ruolo austero che genera paura, sicuramente anni or sono, le terapie, quelle poche praticate, erano senza dubbio non prive di dolore e sofferenza.
EDITORIALE – L’immagine del dentista ritratta come un uomo dai capelli lunghi ed incolti, con una pinza tra le mani, che corre dietro, in strada, ad un mal capitato che fugge dalla paura, non è una scena proprio dei tempi che furono.
Il dentista nella storia ha sempre rappresentato un ruolo austero che genera paura, sicuramente anni or sono, le terapie, quelle poche praticate, erano senza dubbio non prive di dolore e sofferenza.
Bisogna fare un balzo in avanti, verso l’odontoiatria contemporanea per delineare una seduta priva di stress per il paziente, in assoluto confort e agio e senza dolore alcuno. Solo merito degli anestetici o delle moderne tecniche di sedazione associate a protocolli oramai consolidati, sicuri e delicati, no di certo! Ma malgrado l’odontoiatria moderna rappresenti una garanzia di tutela e delicatezza per il nostro paziente genera sempre preoccupazione, tensione e ansia sia nell’attesa che durante la prestazione stessa. Molti fattori intervengono nel delicato rapporto medico/paziente, la cura dell’ambiente, personale professionale e attento alle esigenze anche minime del paziente, oltre che una seduta completamente senza dolore; da non dimenticare che il colore delle pareti, le luci diffuse, un tono di voce pacato o della musica soft possono sicuramente donare una serenità maggiore al nostro paziente.
Quanto sopra non sempre può essere standardizzato specie in pazienti emotivamente sensibili, una ulteriore dose di difficoltà è rappresentata da tutti coloro che sono affetti da patologie o condizioni che limitano la collaborativita’ durante la seduta odontoiatrica, la disabilità, le malattie degenerative, il morbo di Parkinson piuttosto che il morbo di Alzhaimer, i disturbi dello spettro autistico richiedono protocolli e procedure adeguate e la possibilità di assisterlo attraverso una sedazione assistita! La solitudine di questo nostro terzo millennio unita alla mancanza di un confronto ci rende ancor più fragili ecco perché sulla poltrona odontoiatrica ci portiamo dietro tutte le nostre paure. Allora prima di augurare buona seduta odontoiatrica conviene dire buon dialogo,….e alla prossima cura, occasione sicura di un ulteriore confronto!

