Le Elezioni Comunali 2026 si svolgeranno domenica 24 e lunedì 25 maggio nelle regioni a statuto ordinario. Il turno di ballottaggio è fissato per il 7 e 8 giugno. Restano invece da definire le date per le cinque regioni a statuto speciale, che potranno decidere se accorpare o meno il voto amministrativo a quello nazionale.
Saranno chiamati alle urne i comuni giunti a scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel settembre 2020, tornata elettorale rinviata a causa dell’emergenza Covid-19, oltre ai comuni interessati da elezioni anticipate per commissariamento o altre cause.
I numeri della tornata elettorale
Complessivamente saranno coinvolti 866 comuni:
-
639 appartenenti a regioni a statuto ordinario
-
227 a regioni a statuto speciale
L’elenco resta provvisorio, poiché potrà ampliarsi con eventuali scioglimenti dei consigli comunali disposti con DPR entro il 24 febbraio 2026.
Capoluoghi e grandi città al voto
Saranno 19 i comuni capoluogo di provincia chiamati a rinnovare sindaco e consiglio comunale. Tra questi figura anche Venezia, unico capoluogo di regione coinvolto nella tornata.
Superano la soglia dei 100 mila abitanti le città di Prato, Reggio Calabria, Salerno e Venezia.
All’estremo opposto, il comune più piccolo al voto sarà Pedesina (Sondrio), che conta appena 37 abitanti secondo l’ultimo bilancio demografico Istat.
Cambiano le regole in alcuni comuni
Novità per cinque comuni – Bondeno, Cirò Marina, Laterza, Latiano e Taurianova – che, scesi sotto i 15 mila abitanti al Censimento 2021, non prevederanno più il ballottaggio: il sindaco sarà eletto al primo turno, anche senza la maggioranza assoluta dei voti validi.
Popolazione legale e sistema elettorale
Per le Amministrative 2026 la popolazione legale di riferimento è quella del Censimento 2021, determinata dal DPR del 20 gennaio 2023. Il sistema elettorale resta differenziato:
-
fino a 15.000 abitanti: elezione del sindaco in un unico turno
-
oltre 15.000 abitanti: possibile ballottaggio se nessun candidato supera il 50% dei voti validi
Abruzzo e Lazio tra le regioni più coinvolte
Tra le regioni interessate figurano Abruzzo e Lazio, con decine di comuni chiamati al voto, inclusi capoluoghi, centri medio-grandi e numerose realtà sotto i 5 mila abitanti. In diversi casi si tratta di rinnovi ordinari, mentre in altri di elezioni anticipate a seguito di scioglimenti dei consigli comunali.
La campagna elettorale entrerà nel vivo nei prossimi mesi, in una tornata che si preannuncia ampia e articolata, destinata a ridisegnare l’assetto amministrativo di una parte significativa del territorio nazionale.

