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La letteratura: libertà, fantasia e illusioni indispensabili

La scrittrice crotonese Carmela Silvia Messina a difesa dell' immaginazione: "senza sarebbe un mondo di robot".

Si discute tanto sulla funzione della letteratura al giorno d’oggi, bene, anche io voglio dire la mia! In una società consumistica , dominata dalla comunicazione veloce dei social e dei media, la letteratura sembra aver perso la sua funzione ed il suo valore, pare non abbia più niente da dire. In passato l’utilità della letteratura era evidente. Basti pensare all’alta funzione di impegno civile e sociale che rivestiva, al suo contributo fondamentale nel processo di unificazione linguistica, in una Italia ancora divisa e frammentata nei vari dialetti. Penso alla nodosa questione della lingua affrontata dal Petrarca, dal Bembo, dal Boccaccio, fino al Manzoni, che con la celebre espressione di “ riasciacquare i panni in Arno”, finalmente perviene ad una lingua accessibile e colloquiale. La letteratura, dunque, è stata un mezzo indispensabile di diffusione della lingua, affermazione dell’identità nazionale, alfabetizzazione e non da ultimo negli scrittori del Risorgimento, come Manzoni o Mameli, ha risvegliato le passioni civili ed il sentimento patriottico, nella lotta comune contro l’oppressione dello straniero.Oggi invece, a quanto pare, porsi il problema dell’utilità della letteratura è una questione per nulla scontata e banale. Mi piace citare le parole del premio Nobel Vargas Llosa: “ senza letteratura il mondo sarebbe una rassegnata umanità di robot che ha rinunciato alla libertà’. E, l’autore aggiunge, si può vivere senza letteratura, è vero, ma un” mondo senza letteratura sarebbe un mondo barbaro, incivile , orfano di sensibilità”. A mio parere, queste parole racchiudono il significato e lo scopo che oggi ha assunto la letteratura e che per me sono fuor di dubbio.La letteratura è innanzittutto libertà , che può scaturire solo dal confronto con realtà ed epoche diverse, indispensabile per lo spirito critico , per la consapevolezza non solo di chi siamo, ma anche di ciò che vogliamo diventare nella vita, perché la letteratura è cultura e solo la cultura permette di essere liberi e indipendenti e assai meno influenzabili.Ma la letteratura è molto di più, è un pozzo inesauribile di fantasia , che affina la sensibilità e l’empatia , apre mondi nuovi e sconosciuti, conduce l’uomo sulle ali dell’immaginazione senza limiti e confini. E come non può venirmi in mente l’Infinito di Leopardi, in cui la ragione umana si perde di fronte all’incommensurabile e all’eterno? Se penso ai sonetti del Foscolo, come “Alla Sera” o alle liriche del Leopardi, intrise di sentimenti universali, che accomunano tutti gli individui, mi assale un profondo senso di solidarietà e commozione verso tutta l’umanità, che mi ricorda la celebre metafora della catena umana, rappresentata nella ‘Ginestra’ . Ed è qui che la letteratura, per me, raggiunge il suo livello più alto, quando unisce all’afflato lirico una profonda e commossa riflessione sui misteri insondabili dell’esistenza, su cui l’uomo non può fare a meno di interrogarsi: l’esistenza di Dio, il senso della vita e della morte, della bellezza, del dolore. Dunque, sì, è utile per me la letteratura, anche come riflessione filosofica e anche se non fosse utile, avrebbe lo stesso il diritto di esistere. Perché si deve necessariamente cercarne l’utilità? La letteratura è comunque arte e l’arte non ha bisogno di giustificazioni, l’arte giustifica se stessa, vive di vita propria: è un guardare oltre la banalità, la superficialità, le apparenze del quotidiano. E, secondo me, non sminuiremo la letteratura, anche se la considerassimo solo una nobile evasione, una fuga dalla realtà, una possibile cura e terapia per l’anima, per dirla con lo Zeno sveviano. E, vorrei concludere, riprendendo il pensiero di Vargas Llosa , nel sottolineare, ancora una volta, che la letteratura ci offre un enorme regalo: il dono della fantasia e dell’immaginazione su cui poggiano le “illusioni” , senza le quali, come direbbe Leopardi, l’uomo non potrebbe vivere.
Carmela Silvia Messina

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