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Sport, legalità e minori: a Crotone un convegno che unisce giustizia, prevenzione e riscatto

Giovedì 19 marzo 2026, l’Auditorium dell’I.I.S. Pertini‑Santoni di viale Matteotti a Crotone è diventato un laboratorio di speranza, un luogo in cui istituzioni, magistratura, mondo dello sport e professionisti della salute hanno costruito insieme un manifesto concreto per il futuro dei giovani. L’evento “Minori, Sport e Legalità – Il valore dello sport in ottica preventiva e rieducativa nei fenomeni di devianza e di disagio minorile”, promosso dall’Unione Nazionale Camere Minorili (UNCM) in attuazione del protocollo sottoscritto con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e il Disagio Giovanile e organizzato dalla Camera Minorile di Crotone, si è rivelato molto di più di un convegno, una chiamata all’azione, lucida, autorevole e profondamente umana. Il filo conduttore dell’incontro è stato chiaro fin dall’inizio. Quando lo sport incontra la legalità, nasce qualcosa di magico. Lo sport non è semplice gioco, non è solo allenamento o competizione, ma è prevenzione, cura, riscatto. Attraverso la disciplina, il rispetto, il fair play e il rispetto delle regole, lo sport diventa uno strumento di formazione civica, capace di distogliere i ragazzi dai contesti di devianza e di offrire loro percorsi di inclusione, crescita personale e riscatto sociale. In questo senso, il convegno è stato un’affermazione di principio, evidenziando che i programmi sportivi mirati non sono un di più, ma un’infrastruttura educativa essenziale per una comunità che si riconosca davvero tale. Il messaggio è stato sintetizzato anche in un gesto simbolico, quando al termine dei lavori, ai relatori è stato consegnato un omaggio riportante la frase “Quando lo sport incontra la legalità, nasce qualcosa di magico, la possibilità concreta di cambiare una vita”. Una testimonianza che non resterà solo un’immagine su un supporto, ma un monito operativo per chi, ogni giorno, ha in mano le sorti di minori fragili, esposti a cyberbullismo, devianza e fragilità emotive. Un palco di eccellenze al servizio dei giovani, dove competenza, esperienza e passione si sono intrecciate per offrire non solo parole, ma strumenti concreti di prevenzione, protezione e riscatto. L’Avv. Giuseppe Gallo, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Crotone, ha sottolineato la responsabilità degli avvocati nella tutela dei minori e nella costruzione di una cultura della legalità. A introdurre e moderare con grande eleganza e competenza è stata l’Avv. Francesca Parise, Presidente della Camera Minorile di Crotone, che ha guidato il pubblico in un percorso articolato, tra dati, analisi e testimonianze dirette. Il parterre dei relatori ha conferito all’evento un profilo di autorevolezza nazionale. L’Avv. Katia Di Cagno, Referente Nazionale UNCM Commissione Sport, ha portato in collegamento l’esperienza nazionale sul ruolo dello sport nella giustizia minorile, mostrando come le pratiche sportive possano integrare percorsi di rieducazione e responsabilizzazione. La Dr.ssa Marcella Ciapetti, pedagogista clinica e membro ANPEC, ha tratteggiato gli aspetti pedagogici e clinici del disagio minorile, spiegando come lo sport possa diventare un “contenitore educativo” capace di accogliere fragilità emotive senza drammatizzare o etichettare. Il Dr. Luca Massaccesi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e il Disagio Giovanile, ha offerto un quadro aggiornato sul bullismo e cyberbullismo, evidenziandone l’impatto psicologico, sociale ed emotivo sui giovani e sottolineando la necessità di un approccio trasversale e preventivo. Il Dr. Alfonso Scibona, Giudice presso il Tribunale di Crotone – Sezione Penale, ha messo in luce il ruolo della magistratura, ricordando come la legalità non sia solo sanzione, ma prima ancora prevenzione, individuando i segnali, favorire l’emersione dei fenomeni devianti e costruire reti di cura. Nel suo intervento il Dr. Scibona, si è soffermato in modo particolare sugli aspetti tecnici e normativi più recenti in materia di bullismo, cyberbullismo e tutela dei minori. Ha illustrato con chiarezza gli interventi normativi più aggiornati, ponendo l’accento sulla legge 71/2017, così come modificata dalla legge 70/2024, che ne è anche legge delega, attuata successivamente dal decreto legislativo 99/2025. Il suo intervento è stato improntato su un’analisi prevalentemente tecnica e di natura strettamente normativa, ma al contempo finalizzata a una lettura pratica e applicativa del quadro giuridico.Il Giudice Scibona ha voluto però valorizzare, al di là delle disposizioni scritte, il vero rimedio, affidare ai genitori e alla scuola quel fondamentale strumento di prevenzione che può contrastare in radice fenomeni spesso deleteri, soprattutto per i giovani. Il suo discorso è stato chiaro, preciso e rigoroso, ma al tempo stesso accessibile e coinvolgente, sorretto da una brillante dialettica che ha saputo catturare l’attenzione dei ragazzi presenti in sala, del personale docente e di tutti gli altri partecipanti, che lo hanno ripetutamente applaudito con grande apprezzamento. Hanno poi completato il quadro, l’Ing. Luca Bossi, Assessore allo Sport del Comune di Crotone, che ha ribadito l’importanza di investire sui giovani, riconoscendo allo sport un ruolo sociale, educativo e aggregativo centrale nella vita della città; la Dr.ssa Annalisa Fregola, nutrizionista clinica, che ha parlato del corpo come strumento di benessere, consapevolezza e cura, ricordando che la salute fisica è la base su cui si costruisce anche la salute mentale e relazionale; la Dr.ssa Letizia Tiano, Responsabile del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cure dell’ASP di Crotone, che ha affrontato le fragilità emotive con grande sensibilità scientifica, mostrando come l’attività motoria e la pratica sportiva possano contribuire positivamente alla gestione di ansia, depressione e senso di solitudine. Nel confronto tra teoria e vita vera, il racconto di Ilaria Ierardi, campionessa nazionale di judo, ha acceso la sala. Con la sua testimonianza, ha mostrato come lo sport possa trasformarsi in disciplina di vita, mente allenata, resilienza quotidiana. La sua esperienza si è intrecciata con quella dell’Avv. Marika Campisi, Referente della Camera Minorile di Crotone, che ha chiuso il percorso mettendo a fuoco il legame tra pratica sportiva e formazione personale, partendo dal proprio vissuto da judoka e traducendolo in impegni concreti sul territorio. Il convegno è stato accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Crotone per 4 crediti formativi, segno evidente del suo valore professionale e della sua capacità di parlare al mondo forense, alla giurisdizione minorile, agli educatori e agli operatori sociali. L’evento è stato inoltre patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Crotone, dal Comune di Crotone e dalla Provincia, a sottolineare la creazione di un fronte comune tra istituzioni locali, ordine professionale e società civile. Quando lo sport incontra la legalità, si crea un potente strumento di trasformazione sociale e personale: vengono promosse cultura della regola, del rispetto, della giustizia, si rompono barriere, si costruiscono percorsi di inclusione e si aprono porte verso un futuro diverso. A Crotone, si è seminato un’idea forte, destinata, con la volontà condivisa, a crescere e a cambiare davvero delle vite.

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