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Guerra, Trump: “riporteremo l’Iran all’età della pietra”

Aumenta la tensione internazionale

UFFICI STAMPA NAZIONALI 2 aprile 2026 – Roma / Washington / Teheran – La guerra che vede contrapposti Stati Uniti e Iran si è ulteriormente intensificata dopo il discorso alla nazione del presidente americano Donald Trump, che ha promesso di “riportare l’Iran all’età della pietra” con offensive militari più dure nelle prossime settimane, se Teheran non accetterà un accordo politico.

Nel suo intervento, Trump ha affermato che le forze statunitensi avrebbero inflitto colpi decisivi all’esercito iraniano, dichiarando che la marina e l’aviazione di Teheran sono ormai “in rovina”. Ha inoltre avvertito che gli attacchi proseguiranno con maggiore intensità nelle prossime due-tre settimane, con l’obiettivo di completare gli obiettivi strategici degli Stati Uniti.

La reazione ufficiale del governo iraniano non si è fatta attendere. Teheran ha promesso risposte ancora più “devastanti e ampie” agli Stati Uniti e ai loro alleati, respingendo le affermazioni sulla presunta decimazione delle proprie capacità militari e definendo le informazioni americane “incomplete”.

Contesto del conflitto

Il conflitto, spesso definito come la Terza guerra del Golfo, ha avuto inizio alla fine di febbraio 2026 con attacchi aerei congiunti di Stati Uniti e Israele contro obiettivi militari iraniani. L’obiettivo dichiarato di Washington e Tel Aviv è quello di indebolire significativamente le capacità belliche della Repubblica Islamica.

La tensione ha anche impatti economici globali: dopo il discorso di Trump, il prezzo del petrolio Brent ha registrato un forte rialzo nei mercati asiatici, riflettendo le preoccupazioni per le possibili ripercussioni sulle rotte energetiche e commerciali.

Scontri e ripercussioni regionali

Oltre alle dichiarazioni ufficiali, la situazione sul terreno resta volatile. Attacchi contro milizie filo-iraniane nel nord dell’Iraq e avvertimenti dell’ambasciata statunitense a Baghdad su possibili rischi per cittadini americani testimoniano l’estensione del conflitto oltre i confini iraniani.

La prospettiva di un’escalation continua a preoccupare analisti e leader internazionali, con il rischio di un ulteriore allargamento delle ostilità in una regione già fragile dal punto di vista geopolitico.

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