Guerra in Iran, allarme energia in Europa: rischio razionamenti e austerità
BRUXELLES – La guerra in Iran apre scenari sempre più preoccupanti per l’Europa, con il concreto rischio di razionamento dei carburanti e nuove misure di austerità energetica. A lanciare l’allarme è la Commissione europea, che dopo giorni di comunicazioni alle capitali dei 27 Stati membri ora usa toni sempre più espliciti.
A parlare senza mezzi termini è il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, che in un’intervista al Financial Times ha evocato lo scenario più temuto: il “razionamento”. Una parola che riporta a ipotesi drastiche, tra cui riduzione dei voli per mancanza di cherosene, limitazioni alla mobilità e ripensamento delle vacanze estive.
La crisi energetica, aggravata dall’intensificarsi del conflitto e dalle tensioni nel Golfo Persico, rischia infatti di trasformarsi in uno shock “duraturo e strutturale”. La possibile chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture petrolifere stanno mettendo sotto pressione le forniture di gas e petrolio, con effetti diretti soprattutto sui carburanti per i trasporti, difficilmente sostituibili nel breve periodo.
Secondo analisi di settore, diversi Paesi europei potrebbero trovarsi in difficoltà nel giro di pochi mesi: il carburante per jet potrebbe esaurirsi rapidamente in molte nazioni, mentre solo pochi Stati, come la Polonia, risultano relativamente al riparo grazie a una maggiore autosufficienza.
Intanto, Bruxelles valuta contromisure urgenti: dal possibile rilascio di nuove riserve strategiche all’aumento delle importazioni, in particolare dagli Stati Uniti. Una soluzione però non priva di ostacoli, anche normativi, oltre che politici, vista la crescente diffidenza di alcuni Paesi membri.
Il quadro resta incerto e in continua evoluzione. L’Unione Europea, pur non segnalando al momento rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti, si prepara a scenari più critici, mentre il conflitto continua a pesare sull’equilibrio energetico globale.

