Trump: “Assisterete a due giorni straordinari, la guerra è quasi finita”
Nel 47° giorno del conflitto in Medio Oriente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a far parlare di sé con dichiarazioni che mescolano ottimismo e tensione. “Assisterete a due giorni straordinari”, ha annunciato, lasciando intendere possibili sviluppi decisivi nei negoziati con l’Iran.
Secondo quanto emerge dal live dell’agenzia Dire, la Casa Bianca starebbe spingendo per una nuova fase diplomatica, con colloqui che potrebbero riprendere a breve, probabilmente con la mediazione del Pakistan. Trump si dice convinto che la guerra sia “molto vicina alla fine”, pur ammettendo che l’esito resta incerto.
Nel frattempo, sul terreno la situazione resta estremamente fragile. Israele continua i bombardamenti in Libano, mentre Hezbollah ha già chiarito che non riconoscerà eventuali accordi raggiunti tra le parti. Parallelamente, gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dichiarando di aver di fatto interrotto il traffico marittimo da e verso l’Iran.
Sul piano politico, il clima è sempre più acceso. Il vicepresidente J. D. Vance è stato contestato durante un evento pubblico negli Stati Uniti, segno di un crescente dissenso anche tra ambienti conservatori sulla gestione del conflitto.
Non mancano poi le polemiche internazionali. Trump ha attaccato nuovamente Papa Leone XIV, accusandolo di sottovalutare la minaccia iraniana e ribadendo la sua linea dura contro il nucleare di Teheran. Un’escalation verbale che si inserisce in un quadro già teso nei rapporti con alleati e istituzioni globali.
A preoccupare è anche il fronte economico. Il Fondo Monetario Internazionale avverte che un prolungamento del conflitto e nuove turbolenze nel mercato energetico potrebbero spingere l’economia globale verso una recessione, con una crescita stimata in calo fino al 2%.
Tra spiragli diplomatici e tensioni militari, le prossime 48 ore – quelle “straordinarie” evocate da Trump – potrebbero rivelarsi decisive non solo per il Medio Oriente, ma per gli equilibri globali.

