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Studiando gli scimpanzé per comprendere a fondo la vera natura delle nostre guerre

Scorrendo TikTok mi sono imbattuto in un video di Fanpage.it che mi ha fatto riflettere su un fatto tanto affascinante quanto inquietante. Condividiamo tra il 96% e il 98,6% del nostro DNA con gli scimpanzé, un legame genetico che li rende lo specchio perfetto in cui guardare per capire chi siamo. E proprio studiando il loro comportamento, la scienza sta cercando di decifrare una delle ombre più oscure dell’umanità: l’istinto di fare la guerra.

Come spiegava il video, la chiave per capirlo potrebbe arrivare dal Parco Nazionale di Kibale, in Uganda, dove si sta consumando un evento rarissimo. Una vasta comunità di scimpanzé, che per quasi vent’anni ha convissuto pacificamente condividendo il territorio, è letteralmente implosa. Dopo un progressivo distacco, i legami si sono spezzati e si è tracciato un confine invisibile ma invalicabile. Da lì è scoppiata una guerra civile spietata: primati che fino a poco prima si accudivano a vicenda hanno iniziato a darsi la caccia e a massacrarsi.

Gli scienziati stanno analizzando questa mattanza, avvenuta in un ambiente intatto e senza interferenze umane, proprio per isolare l’origine primordiale dei conflitti. E hanno scoperto che a innescare la violenza sono stati due fattori chiarissimi: la morte di alcuni individui chiave che facevano da “collante” sociale e un conseguente, brutale vuoto di potere per il controllo del gruppo.

Ecco perché osservare questi animali ci aiuta a studiare a fondo i nostri conflitti: ci priva delle nostre solite scuse. Noi esseri umani amiamo giustificare la guerra nascondendola dietro sovrastrutture complesse. Diamo la colpa alle divergenze religiose, alle ideologie politiche incompatibili, agli scontri culturali o identitari. Ma gli scimpanzé non hanno Dei da pregare, manifesti da difendere o bandiere da sventolare. Eppure, combattono e uccidono per il territorio esattamente come noi.

Questo solleva un dubbio scomodo: e se le nostre grandi cause fossero spesso solo degli alibi? Un mezzo sofisticato per fabbricare un nemico e tenere unita la propria fazione? La radice della guerra, a quanto pare, è drammaticamente più viscerale, slegata da qualsiasi ideale, e risiede tutta nella fragilità delle relazioni sociali. Capire gli scimpanzé significa ammettere che il conflitto è l’esito naturale di quando la fiducia crolla. Ma ci suggerisce anche la cura: se la guerra nasce dal vuoto relazionale, l’unico vero antidoto non sono le armi o i trattati, ma la manutenzione ostinata, quotidiana e faticosa dei nostri legami.

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