titolo pulito

Il paradosso di una rivoluzione digitale che emargina i più fragili

Siamo sempre più connessi, eppure rischiamo di essere sempre più esclusi. In un mondo in cui ogni servizio essenziale viene inesorabilmente relegato online, l’incapacità di usare la rete si trasforma in una spietata barriera sociale. A certificarlo è il rapporto Istat 2025, che fotografa un’Italia letteralmente spaccata in due.

Se da un lato l’87,3% delle famiglie dispone di un accesso a Internet da casa, il dato allarmante riguarda le reali capacità degli utenti: solo il 54,3% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali almeno di base. Questo significa che quasi la metà del Paese naviga a vista, privo degli strumenti necessari per interagire con la società moderna.

Il problema, oggi, va ben oltre lo svago, l’e-commerce (praticato dal 49% degli over 14) o le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale, che ci vedono penultimi in Europa con appena il 19,9% di utilizzatori. Il vero dramma è la sopravvivenza quotidiana. Senza competenze informatiche diventa un’impresa titanica gestire il proprio conto corrente bancario, scaricare un referto medico o interfacciarsi con i siti istituzionali e le aziende di pubblica utilità, come ad esempio i portali per la gestione dei rifiuti tipo l’Ama.

L’emblema di questa “cittadinanza a ostacoli” è l’uso dell’identità digitale, come lo SPID o la CIE. Nell’ultimo anno, il 47% degli individui dai 15 anni in su lo ha utilizzato per accedere ai servizi online. Ma leggendo attentamente il rapporto Istat 2025, emerge un divario inaccettabile: ha usato l’identità digitale il 77% di chi possiede una laurea, contro appena il 24,7% di chi si ferma alla licenza media. Una frattura che colpisce duramente anche i più anziani, visto che nella fascia tra i 65 e i 74 anni le competenze digitali crollano inesorabilmente al 27,4%.

Non a caso, il 55,3% delle famiglie che non ha una connessione a casa ammette una semplicissima e drammatica verità: la propria “incapacità di utilizzo”. Imporre una transizione digitale a tappe forzate, rendendo inaccessibili i servizi primari a chi non ha gli strumenti culturali per affrontarla, non è sinonimo di progresso. È la creazione di nuovi, invisibili, emarginati.

Certified

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More

Privacy & Cookies Policy
Oops! Something went wrong on the requesting page