Che fine ha fatto il vecchio centravanti di rapina? Quello che viveva in area di rigore e aspettava solo il pallone sporco da buttare dentro sembra ormai sparito, sacrificato sull’altare di un calcio moderno che pretende attaccanti tuttocampisti, sfiancati dal pressing e costretti a trasformarsi in trequartisti o esterni aggiunti. Questa fissa per la fluidità tattica allontana sistematicamente i numeri 9 dalla porta, un processo di mutazione in corso da tempo e ben visibile spulciando le classifiche dei marcatori degli ultimi anni. Già nella stagione 2022/2023, pur con il dominio di bomber puri come Victor Osimhen, capocannoniere con 26 reti, e Lautaro Martínez a 21, si notava la prepotente avanzata di esterni come Rafael Leão, quarto con 15 centri, e Ademola Lookman a quota 13. L’anno successivo, il 2023/2024, Lautaro si è preso lo scettro con 24 gol davanti a Dusan Vlahovic (16) e Olivier Giroud (15), ma le posizioni di vertice hanno iniziato a popolarsi stabilmente di incursori, ali e trequartisti: Albert Gudmundsson si è fermato a 14 reti, Hakan Çalhanoğlu ha toccato quota 13 e Christian Pulisic è arrivato a 12. Un trend esploso poi definitivamente quando, al netto dell’exploit di Mateo Retegui (25 gol) e della rinascita di Moise Kean (19), la graduatoria ha visto spopolare gente come Lookman e Riccardo Orsolini, entrambi a 15 reti, seguiti da Scott McTominay a 12 e persino da un centrocampista puro come Tijjani Reijnders, capace di spingersi in doppia cifra a quota 10. E arriviamo alla fotografia di oggi, l’emblema perfetto di questo attacco corale. In testa detta legge la coppia dell’Inter, con Lautaro Martínez a 16 reti e Marcus Thuram a 13, tallonati a quota 12 dall’incredibile duo del Como formato da Anastasios Douvikas e Nicolas Paz Martinez. Fa rumore l’impatto di Donyell Malen della Roma: i suoi 11 gol sono un bottino clamoroso se si pensa che l’attaccante è sbarcato nella Capitale solamente durante il mercato di gennaio. Appena sotto, a quota 10, si accalca un mucchio selvaggio che mescola prime punte e talenti in rampa di lancio: Keinan Davis, Rasmus Winther Hojlund, Kenan Yildiz, Giovanni Pablo Simeone, Nikola Krstovic e Gianluca Scamacca. Ma è scorrendo ancora la lista che si legge il vero epitaffio del centravanti classico: a 9 gol troviamo il regista Çalhanoğlu, l’esterno Leão e l’incursore McTominay, seguiti a 8 da ali col vizio di tagliare il campo come Orsolini e Pulisic. Il messaggio è inequivocabile: non si cerca più l’uomo di riferimento al centro, ma si svuota l’area per favorire chi si inserisce da dietro. Il predatore ha ceduto il passo al facilitatore, un’evoluzione tattica vincente che però lascia i tifosi più romantici orfani dei veri padroni dell’area di rigore.

