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Le malattie da Hantavirus, cresce l’attenzione sul virus trasmesso dai roditori

ROMA – Torna sotto i riflettori l’Hantavirus, l’infezione virale trasmessa dai roditori che nelle ultime settimane ha attirato l’attenzione internazionale dopo alcuni casi sospetti registrati su una nave da crociera nell’Oceano Atlantico. Proprio per fare chiarezza, l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un vademecum informativo sui sintomi, i rischi e le modalità di trasmissione del virus.

Secondo gli esperti, le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità trasmesse all’uomo attraverso il contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti, oppure tramite l’inalazione di particelle contaminate presenti nell’aria. Il contagio diretto tra esseri umani viene considerato molto raro.

L’infezione può manifestarsi inizialmente con sintomi molto simili a quelli influenzali: febbre improvvisa, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza, nausea e disturbi gastrointestinali. Nei casi più gravi, però, la situazione può evolvere rapidamente provocando difficoltà respiratorie, insufficienza polmonare o complicazioni renali ed emorragiche.

Gli specialisti spiegano che esistono diverse sindromi associate all’Hantavirus. In Europa e Asia risultano più diffuse le forme con interessamento renale, mentre nelle Americhe è più frequente la sindrome polmonare da hantavirus, considerata la più pericolosa.

A far crescere l’attenzione internazionale è stato il caso della nave da crociera MV Hondius, dove sono stati segnalati diversi casi sospetti e alcuni decessi collegati all’infezione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando la situazione insieme alle autorità sanitarie internazionali.

Gli esperti invitano comunque a evitare allarmismi. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato che il focolaio è sotto osservazione e che sarà fondamentale comprendere il sottotipo del virus coinvolto.

Il consiglio principale resta quello della prevenzione: evitare il contatto con roditori o ambienti infestati, utilizzare protezioni adeguate durante la pulizia di luoghi chiusi e rivolgersi tempestivamente ai medici in presenza di sintomi sospetti dopo possibili esposizioni.

 

Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all’uomo dai roditori, selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie virali a livello globale.

Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori ma che possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo. La trasmissione degli hantavirus all’uomo avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori.

Ad oggi, la trasmissione interumana è stata documentata solo per il virus Andes nelle Americhe e rimane rara.

L’infezione da hantavirus può causare una serie di malattie, tra cui patologie gravi anche fatali. Le malattie da hantavirus possono essere caratterizzate da coinvolgimento renale (nefrite) ed emorragie oppure da una sindrome polmonare.

Sebbene siano state identificate numerose specie del virus in tutto il mondo, solo un numero limitato è noto per causare malattie nell’uomo:

  • Gli hantavirus presenti in Nord, Centro e Sud America possono causare la sindrome polmonare da hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore. Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è noto per una possibile trasmissione limitata da persona a persona attraverso un contatto stretto e prolungato, principalmente documentata in Argentina e Cile.
  • Gli hantavirus presenti in Europa e in Asia possono causare febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. La trasmissione da persona a persona non è stata documentata in queste aree. La nefropatia epidemica (NE), è una forma lieve di HFRS osservata in Europa.

Anche se non esiste una cura specifica né un vaccino contro l’infezione da hantavirus, un’assistenza medica di supporto tempestiva è fondamentale per migliorare la sopravvivenza e si basa su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali.

La prevenzione si basa in gran parte sulla riduzione dei contatti tra le persone e i roditori infetti.

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