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Partite Iva, frenano le nuove aperture nel primo trimestre 2026: calo del 2,2%, regge il regime forfettario

ROMA – Nel primo trimestre del 2026 in Italia sono state aperte 184.895 nuove partite Iva, in calo del 2,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A fotografare l’andamento è l’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze, che evidenzia un rallentamento diffuso delle nuove attività economiche, con segnali di debolezza soprattutto nel commercio e nelle società di persone.

Il 75% delle nuove aperture riguarda persone fisiche, mentre il 21,1% è costituito da società di capitali. Proprio queste ultime mostrano però una crescita del 3,1% rispetto al primo trimestre 2025, a fronte della sostanziale stabilità delle persone fisiche (+0,1%). In forte flessione, invece, le società di persone (-9,6%) e i soggetti non residenti (-72,6%).

Dal punto di vista territoriale, quasi la metà delle nuove attività si concentra nel Nord Italia (48,3%), mentre il Centro raccoglie il 21,2% e Sud e Isole il 30%. Tra le regioni con le migliori performance emergono Valle d’Aosta (+17,4%), Provincia autonoma di Bolzano (+6%) e Friuli Venezia Giulia (+4,5%). Segno negativo invece per Molise (-11,3%), Lombardia (-10,9%) e Lazio (-5,1%).

Sul piano settoriale, le attività professionali restano il comparto con il maggior numero di nuove aperture, pari al 19,3% del totale, seguite dalla sanità e assistenza sociale (12,5%) e dal commercio (12,3%). Proprio il commercio registra però uno dei cali più marcati (-22,4%), insieme agli altri servizi (-10,7%) e all’agricoltura (-9,8%). Crescono invece sanità, assistenza sociale e formazione, entrambe con un incremento del 15%.

L’analisi anagrafica conferma inoltre il peso delle nuove generazioni nell’imprenditoria italiana: oltre il 51% delle aperture è stato avviato da under 35. La quota maschile resta prevalente (58,8%), mentre circa il 19% delle nuove partite Iva è stato aperto da soggetti nati all’estero.

Continua infine la forte diffusione del regime forfettario: nei primi tre mesi del 2026 vi hanno aderito 104.136 contribuenti, pari al 56,3% delle nuove aperture, con una crescita del 2,6% rispetto allo scorso anno. Un dato che conferma come il sistema fiscale agevolato continui a rappresentare uno dei principali strumenti di accesso all’attività autonoma e professionale.

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