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Mattei: “Le PMI vanno ascoltate, servono norme costruite con chi fa impresa”

Il dottor Lamberto Mattei, commercialista e presidente di Confimprese Roma Capitale, è da anni impegnato nel confronto con istituzioni e legislatore sui temi della tutela delle piccole e medie imprese. In questa intervista affronta le principali criticità del sistema produttivo italiano, sottolineando l’importanza di una sinergia costante tra politica, competenze tecniche e rappresentanze imprenditoriali.

Dottor Mattei, oggi quali sono le principali difficoltà che incontrano le piccole e medie imprese italiane?

“Le difficoltà sono molteplici e spesso si intrecciano tra loro. Le PMI si trovano a dover affrontare un quadro normativo complesso, continui cambiamenti fiscali, costi energetici elevati, difficoltà di accesso al credito e una burocrazia che in molti casi rallenta investimenti e crescita. A questo si aggiunge la necessità di affrontare le sfide della digitalizzazione e della transizione ecologica senza avere sempre strumenti adeguati. Le imprese chiedono soprattutto stabilità normativa e tempi più rapidi nelle decisioni amministrative”.

Lei insiste spesso sulla necessità di una collaborazione tra politica e competenze tecniche. Perché è così importante?

“Perché le norme che incidono sulle imprese devono nascere da un confronto concreto con chi conosce realmente il tessuto produttivo. La politica svolge un ruolo fondamentale, ma senza il contributo tecnico di professionisti, associazioni di categoria e operatori economici si rischia di creare provvedimenti difficili da applicare o poco aderenti alla realtà. Noi crediamo molto nel dialogo istituzionale permanente: solo attraverso una collaborazione seria tra Governo, Parlamento, enti locali e parti tecniche si possono costruire soluzioni efficaci e durature”.

Confimprese Roma Capitale viene spesso definita un osservatorio permanente sulle criticità delle imprese. In cosa consiste questo lavoro?

“Abbiamo costruito negli anni una rete di ascolto molto ampia che oggi non riguarda più soltanto Roma e il Lazio, ma anche altre regioni italiane. Raccogliamo quotidianamente segnalazioni da imprenditori, professionisti e operatori economici su problemi fiscali, normativi, occupazionali e amministrativi. Questo ci consente di individuare criticità concrete e di elaborare proposte operative da sottoporre alle istituzioni. Il nostro obiettivo non è limitarci alla denuncia dei problemi, ma avanzare soluzioni praticabili”.

Quali sono i temi sui quali state lavorando maggiormente in questo momento?

“Stiamo seguendo con grande attenzione il tema della crisi d’impresa, della semplificazione fiscale, del sostegno alle attività commerciali di prossimità e della formazione professionale. C’è poi tutto il capitolo legato all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale, che rappresentano una grande opportunità ma richiedono regole chiare e percorsi di accompagnamento per le PMI. Anche il rapporto tra imprese e sostenibilità ambientale dovrà essere affrontato con equilibrio, evitando che nuovi obblighi diventino un peso insostenibile per le aziende più piccole”.

Secondo lei cosa serve oggi per rafforzare davvero il sistema produttivo italiano?

“Serve una visione di lungo periodo. Le imprese non possono vivere nell’incertezza continua. Occorrono interventi strutturali su fiscalità, credito, infrastrutture e lavoro. Ma soprattutto serve una cultura della collaborazione istituzionale. Quando politica, tecnici e rappresentanze produttive lavorano insieme si possono ottenere risultati importanti. Le PMI sono il motore economico del Paese e meritano di essere sostenute con strumenti concreti e non soltanto con annunci”.

Che ruolo può avere Confimprese Roma Capitale in questo scenario?

“Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento credibile e operativo per le imprese. Confimprese Roma Capitale intende rafforzare il proprio ruolo di collegamento tra il mondo produttivo e le istituzioni, favorendo confronto, proposta e assistenza concreta agli imprenditori. In una fase economica così delicata, crediamo che ascolto, competenza e capacità di mediazione siano elementi indispensabili per aiutare le aziende a crescere e creare occupazione”.

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