Fornire un’analisi delle imposte sulla ricchezza nel contesto europeo è l’obiettivo del report Wealth Taxation, Including Net Wealth, Capital and Exit Taxes, recentemente pubblicato dalla Direzione generale per la Fiscalità e l’Unione doganale della Commissione Ue.
Il Rapporto propone una mappatura comparativa dei sistemi di tassazione della ricchezza esistenti negli Stati membri dell’Ue, integrata da alcuni esempi di Paesi non Ue, offrendo un’analisi delle imposte più ricorrenti, come quelle sul patrimonio netto, sulle plusvalenze, le imposte di successione e donazione, e le tasse per il trasferimento all’estero della residenza fiscale. Per ciascuna categoria di imposta vengono esaminate le caratteristiche strutturali (base imponibile, soglie, aliquote, esenzioni e agevolazioni ecc.), le motivazioni economiche e i riscontri in termini di gettito, allo scopo di capire come la tassazione della ricchezza possa contribuire alle entrate pubbliche e a una distribuzione più equa del carico fiscale, senza produrre effetti negativi su investimenti, imprenditorialità e crescita.
Concentrazione della ricchezza in Ue
Il Report evidenzia come negli ultimi trent’anni la ricchezza privata nell’Ue sia cresciuta in modo significativo e sia diventata sempre più concentrata, con un aumento della quota di ricchezza posseduta dai più ricchi, in particolare dal 10% dei più abbienti. Questa tendenza è rilevante perché, a livello globale, le quote di ricchezza detenute dai più ricchi si sono stabilizzate negli ultimi anni, mentre l’Ue continua a registrare una crescita. Questi andamenti mettono in luce come la concentrazione della ricchezza stia diventando una caratteristica strutturale del panorama economico europeo e ciò pone interrogativi su come gli attuali sistemi fiscali possano garantire equità.
Il ruolo delle imposte tra gettito e progressività
Lo studio ha preso in esame sette Paesi che hanno (o hanno avuto) un’imposta sul patrimonio netto: Francia, Germania, Austria, Norvegia, Svizzera, Colombia. Le esperienze come quella della Svizzera mostrano che queste imposte funzionano quando prevedono soglie di ingresso elevate, con basi imponibili ampie e regole chiare. La solidità di un’Amministrazione fiscale emerge come fattore determinante dell’efficacia e si riferisce alla capacità di ottenere informazioni affidabili sui redditi, di far applicare la normativa e contrastare le strategie di elusione. Nel complesso, le esperienze dei singoli Paesi dimostrano che questo tipo di imposte possono sostenere il gettito fiscale e la progressività quando sono ben progettate e sostenute da solide fondamenta amministrative.
Focus su successioni e donazioni
Le imposte sui trasferimenti intergenerazionali sono gli strumenti legati alla ricchezza più direttamente orientati a riequilibrare un’uguaglianza di opportunità. Il rapporto documenta che le successioni hanno acquisito maggiore rilevanza negli ultimi decenni: la loro quota nel reddito nazionale e nella ricchezza privata è aumentata in diversi Paesi europei, allo stesso tempo eredità e donazioni sono altamente concentrate tra le famiglie più ricche, sebbene per le famiglie a basso patrimonio le eredità e le donazioni possano rappresentare una quota maggiore della ricchezza netta totale. In questo contesto la tassazione su successioni e donazioni rappresenta un mezzo per raccogliere entrate da una base fiscale crescente e per affrontare la disuguaglianza nelle condizioni di partenza nella vita.
La mappatura mostra che 17 Stati membri dell’UE e diversi altri Paesi europei applicano imposte di successione o sulle eredità. Dove tali imposte esistono, sono tipicamente “doppio-progressive”, combinando scaglioni progressivi con classi fiscali differenziate in base al rapporto tra donatore e beneficiario, con trattamenti più favorevoli per coniugi e discendenti diretti e aliquote più elevate per parenti lontani e non parenti. Lo studio evidenzia che imposte di successione e donazione sulla carta possono dare un contributo significativo sia al gettito sia alla progressività dei sistemi fiscali.

