Gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi attacchi militari contro obiettivi iraniani nel sud dell’Iran, colpendo siti di lancio missilistico e imbarcazioni accusate di tentare il posizionamento di mine nel Golfo Persico. Washington ha definito l’operazione un’azione di “autodifesa” a tutela delle proprie truppe nella regione.
Secondo il Comando centrale statunitense (Centcom), i raid hanno preso di mira strutture missilistiche e unità navali iraniane considerate una minaccia diretta per la sicurezza delle forze americane e della navigazione marittima. Il portavoce Timothy Hawkins ha spiegato che gli Stati Uniti continueranno a “difendere le proprie truppe”, pur mantenendo “moderazione” nel quadro della tregua annunciata nelle scorse settimane.
Stando a quanto riportato da media arabi, gli attacchi avrebbero interessato anche imbarcazioni a sud dell’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, provocando almeno quattro morti.
L’azione americana arriva in un clima di fortissima tensione tra Washington e Teheran, mentre proseguono i negoziati internazionali sul programma nucleare iraniano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la necessità di un accordo sull’uranio arricchito iraniano, sostenendo che il materiale dovrà essere distrutto o trasferito sotto supervisione internazionale.
Dura la reazione iraniana. La guida suprema Mojtaba Khamenei ha dichiarato che gli Stati Uniti “non avranno più un rifugio sicuro” nella regione del Golfo, mentre Teheran ha minacciato una risposta “durissima” a eventuali nuovi attacchi.
La Cina, intanto, ha invitato tutte le parti al rispetto del cessate il fuoco e alla ripresa del dialogo diplomatico per evitare una nuova escalation militare in Medio Oriente.

