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La visione della Rai: le risposte alle mie domande

In un panorama mediatico in costante mutamento, caratterizzato dall’ascesa delle piattaforme on-demand e da una frammentazione sempre più marcata dell’audience, il ruolo della televisione lineare è oggetto di una profonda ridefinizione. Come si posiziona il Servizio Pubblico di fronte a questa transizione storica? Per comprendere le dinamiche e le strategie del più grande polo culturale e informativo italiano, ho interpellato direttamente la Rai. A tracciare il quadro, delineando le prospettive dell’azienda sulla fidelizzazione delle nuove generazioni e sul delicato equilibrio tra intrattenimento e informazione, è Incoronata Boccia.

 

1. Nell’era dell’offerta on-demand e delle piattaforme streaming, qual è oggi il ruolo e la forza insostituibile della televisione “lineare” e del palinsesto tradizionale?

La televisione lineare continua a svolgere una funzione unica nel panorama mediatico contemporaneo. Se le piattaforme on-demand rispondono all’esigenza di una fruizione personalizzata, la televisione generalista mantiene la capacità di creare momenti di condivisione collettiva e di costruire un linguaggio comune tra generazioni e territori diversi.

Grandi eventi come il Festival di Sanremo, le partite della Nazionale italiana o i principali appuntamenti sportivi internazionali dimostrano come il valore della diretta e del consumo simultaneo dei contenuti conservi una straordinaria rilevanza sociale. Sono occasioni in cui milioni di persone si ritrovano davanti allo stesso schermo nello stesso momento, partecipando a una conversazione nazionale che poi prosegue sui social network, nelle piattaforme digitali e nei media online.

Per un servizio pubblico come la Rai, la televisione lineare rappresenta inoltre uno strumento fondamentale per garantire accessibilità, inclusione e universalità dell’offerta, mantenendo quel ruolo di aggregazione che nessun algoritmo può sostituire completamente.

2. Il ricambio generazionale del pubblico è una delle grandi sfide del settore. Quali sono le strategie principali del vostro network per intercettare e fidelizzare la Generazione Z?

L’attenzione verso le nuove generazioni è una priorità strategica. Il nostro obiettivo non è semplicemente raggiungere il pubblico più giovane, ma instaurare con esso una relazione continuativa attraverso linguaggi, temi e piattaforme coerenti con le sue abitudini di consumo.

In questa direzione investiamo nello sviluppo di contenuti originali destinati ai giovani, nel rafforzamento dell’offerta digitale attraverso RaiPlay e nella valorizzazione di format capaci di dialogare con i principali ecosistemi social. Un esempio significativo è rappresentato dal successo di Mare Fuori, nato come prodotto seriale ma diventato un vero fenomeno culturale capace di coinvolgere milioni di ragazzi attraverso la televisione, lo streaming, i social e la musica.

Accanto a produzioni di fiction particolarmente vicine alle nuove generazioni, lavoriamo per rendere sempre più accessibili e attrattivi anche contenuti culturali, informativi e di intrattenimento, valorizzando nuovi talenti e nuovi linguaggi senza rinunciare ai valori editoriali che caratterizzano il servizio pubblico.

3. Tra la necessità di fare grandi ascolti con l’intrattenimento e il dovere di garantire un’informazione autorevole, come si mantiene il giusto equilibrio editoriale all’interno delle vostre reti?

Per la Rai, ascolti e qualità non rappresentano obiettivi contrapposti, ma elementi complementari di una stessa missione. L’intrattenimento svolge un ruolo fondamentale nel coinvolgere il pubblico e nel promuovere coesione sociale, mentre l’informazione costituisce uno dei pilastri della nostra identità editoriale.

L’equilibrio viene perseguito attraverso una programmazione diversificata che sappia rispondere alle esigenze di pubblici differenti. Da una parte vi sono grandi eventi popolari, le prime serate dell’intrattenimento, le principali produzioni di fiction e i grandi appuntamenti sportivi; dall’altra un sistema informativo articolato che comprende telegiornali, approfondimenti e programmi di analisi riconosciuti dal pubblico come punti di riferimento.

La sfida quotidiana consiste nel coniugare rilevanza culturale, credibilità, autorevolezza, innovazione e capacità di raggiungere un pubblico ampio, nel pieno rispetto della funzione di servizio pubblico affidata alla Rai.

4. Guardando ai prossimi cinque anni, quale sarà l’innovazione tecnologica o di linguaggio che cambierà maggiormente il modo in cui il pubblico fruirà dei vostri contenuti?

La Rai è già una digital media company e nei prossimi anni assisteremo a una crescente integrazione tra televisione tradizionale, piattaforme digitali e sistemi di distribuzione personalizzati. L’esperienza dell’utente sarà sempre più fluida e multipiattaforma, consentendo di accedere ai contenuti in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo.

Più che una singola innovazione, sarà determinante la capacità di costruire ecosistemi narrativi in cui un contenuto possa vivere contemporaneamente sulla televisione lineare, sulle piattaforme streaming e negli ambienti social.

Sul piano tecnologico, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di raccomandazione contribuirà a rendere più efficace la scoperta dei contenuti, mentre sul piano editoriale acquisiranno sempre maggiore importanza l’interattività, la partecipazione delle community e la capacità di sviluppare narrazioni che si estendano su più media.

In questo scenario, la Rai continuerà a investire nell’innovazione mantenendo al centro qualità, affidabilità e valore culturale dei contenuti, elementi che rappresentano il tratto distintivo del servizio pubblico anche nell’ecosistema digitale del futuro.

 

A margine di questa intervista, desidero esprimere un ringraziamento sincero a tutta la Rai per l’apertura e la disponibilità dimostrate nel corso di questo lavoro di approfondimento. Un ringraziamento particolare va a Incoronata Boccia, le cui risposte puntuali e di grande spessore analitico hanno restituito una fotografia chiara e dettagliata di un network solido, ben radicato nella sua missione pubblica ma pienamente proiettato verso le sfide tecnologiche e culturali del prossimo futuro.

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