L’ondata di calore che sta interessando il Centro Italia ha raggiunto il suo apice tra Lazio e Abruzzo, con temperature ben oltre le medie stagionali e condizioni di afa che rendono difficoltoso il riposo anche nelle ore notturne. In diverse aree interne si sono registrati valori massimi superiori ai 36-37 gradi, mentre le temperature minime, soprattutto nelle zone collinari e in alcune località di montagna, sono rimaste comprese tra i 24 e i 25 gradi, dando vita alle cosiddette “notti tropicali”.
La situazione più critica si è registrata nell’area metropolitana di Roma e in particolare nella zona di Guidonia, dove il caldo intenso e l’elevato tasso di umidità hanno provocato alcuni malori tra le persone che si trovavano all’aperto. In diversi casi è stato necessario l’intervento del personale sanitario del 118 per prestare soccorso.
Le autorità sanitarie e gli esperti raccomandano di limitare gli spostamenti nelle ore più calde della giornata, indicativamente tra le 11.30 e le 17.30, di bere molta acqua anche in assenza dello stimolo della sete, evitare l’esposizione diretta al sole, consumare pasti leggeri e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone affette da patologie croniche.
Secondo le ultime elaborazioni meteorologiche, questa fase di caldo eccezionale dovrebbe tuttavia avere le ore contate. A partire da mercoledì 1° luglio è infatti previsto l’indebolimento dell’anticiclone africano per l’arrivo di una perturbazione accompagnata da aria più fresca di origine nord-atlantica, che favorirà un sensibile calo delle temperature e un aumento dell’instabilità atmosferica. Il contrasto tra l’aria molto calda accumulata nei giorni scorsi e quella più fresca in arrivo potrà dare origine a temporali localmente intensi, accompagnati da forti raffiche di vento, grandinate e precipitazioni abbondanti, soprattutto sulle aree interne e lungo la dorsale appenninica.
La fase più instabile dovrebbe protrarsi fino alla fine della settimana. Successivamente è atteso un graduale miglioramento, con il possibile ritorno di un campo di alta pressione più mite, riconducibile all’anticiclone delle Azzorre, che riporterebbe condizioni tipicamente estive ma con temperature più vicine alle medie del periodo e una maggiore probabilità di temporali pomeridiani sulle zone montuose.

