Passaggio di testimone il primo luglio da Cipro all’Irlanda per la Presidenza del semestre Ue. Dublino sarà a capo del Consiglio dell’Unione europea fino al prossimo 31 dicembre e per l’ottava volta nella storia degli organismi comunitari.
Le priorità: valori, competitività, difesa
In un periodo caratterizzato da forte instabilità nelle relazioni internazionali e da conflitti sempre più forti, il programma dell’Irlanda mette l’accento sui valori fondanti dell’Unione europea come democrazia, diritti umani e Stato di diritto. Non è da meno l’impegno verso il rafforzamento della competitività, consolidando il mercato unico e rimuovendo le barriere interne. Si punta ad alcuni settori strategici come innovazione digitale, Intelligenza artificiale, biotech, semiconduttori e transizione verde. La terza priorità indicata da Dublino riguarda la sicurezza, sia sul piano militare, attraverso il rafforzamento delle capacità di difesa e della cooperazione con la NATO e gli altri partner internazionali, sia sul piano della cybersicurezza, mediante il potenziamento degli strumenti di prevenzione e contrasto alle minacce ibride.
Il bilancio Ue
La presidenza irlandese concentrerà i propri sforzi anche per ottenere un accordo all’interno dell’Ue sull’adozione del Quadro finanziario pluriennale (QFP), il bilancio a lungo termine dell’Unione europea, per il periodo dal 2028 al 2034. Il Quadro rappresenta l’elemento chiave della programmazione economica dell’Ue perché stabilisce le priorità e i limiti di spesa dell’Unione, suddivise per le diverse aree di competenza.
Il fisco in primo piano: la semplificazione delle Direttive
Il programma del semestre irlandese mette nero su bianco l’impegno di Dublino nel portare avanti i temi che dominano l’agenda fiscale di questi ultimi anni.
Proseguiranno i lavori per il Tax simplification Omnibus, l’Omnibus fiscale che ha lo scopo di semplificare la normativa in materia di fiscalità diretta (vedi Ue, le proposte della Commissione per la semplificazione fiscale – Fisco Oggi). In particolare, l’obiettivo è quello di ridurre la complessità delle norme vigenti in materia e, di conseguenza, tutti gli adempimenti a carico di imprese e contribuenti. La Commissione, in particolare, ha per l’attuale mandato (2024-2029) l’obiettivo di ridurre gli oneri fiscali di almeno il 25% per tutte le imprese e di almeno il 35% per le piccole e medie imprese. Tra gli impegni, anche quello di rivedere la Direttiva sulla cooperazione amministrativa (Dac).
Sul tavolo di lavoro nei prossimi mesi anche il coordinamento delle attività relative al Codice di condotta in materia di tassazione delle imprese, con l’obiettivo di eliminare la concorrenza fiscale dannosa tra i vari Paesi Ue. Rimane centrale, sottolinea il Programma della presidenza irlandese, anche l’attività di semplificazione e coordinamento sul fronte Iva.
Il fisco in primo piano: ambiente e salute
Il programma della Presidenza irlandese prevede anche che la leva fiscale sia utilizzata come strumento per attuare politiche di ampio respiro. In materia ambientale, Dublino si impegna a coordinare i negoziati tra le istituzioni comunitarie sulla proposta di estendere il Regolamento relativo al Meccanismo di adeguamento alle frontiere per le emissioni di carbonio (CBAM). Lo scopo è continuare a sostenere gli sforzi globali di decarbonizzazione.
Sempre sul fronte fiscale, l’obiettivo è anche quello di trovare un accordo tra gli Stati Ue sulla cosiddetta Tobacco Tax Directive, in linea con gli scopi di salute pubblica fissati dall’Unione.
Le relazioni internazionali
In ambito internazionale, proseguiranno le attività all’interno dei tavoli di lavoro di OCSE, G20 ed EFTA (European free trade association), l’Organizzazione di libero scambio e integrazione economica che vede tra i suoi membri Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Dall’Atlantico al Mediterraneo: la regia condivisa delle Presidenze Ue
L’Irlanda inaugura il programma del trio di Stati membri che guiderà l’Unione europea fino a tutto il 2027: Lituania (gennaio-giugno 2027) e Grecia (luglio-dicembre 2027). Come evidenziato dal Programma congiunto del trio di Presidenza, i tre Stati hanno storie, tradizioni e culture molto diverse tra loro, ma allineate sulle responsabilità e sugli obiettivi comuni. Infatti, la loro diversità, come scrive il Programma, “rafforza la capacità collettiva dell’Europa di connettere, creare e costruire”.

