Infezioni chirurgiche, l’Ecdc: cresce la sorveglianza in Europa ma restano criticità
Nel 2023 nei Paesi europei sono state segnalate oltre 6.200 infezioni del sito chirurgico su più di 421 mila interventi monitorati. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che evidenzia un rafforzamento della sorveglianza ma richiama l’attenzione sulle criticità ancora presenti nella prevenzione delle infezioni correlate agli interventi chirurgici.
L’indagine ha coinvolto 13 Paesi europei e mostra che, nel lungo periodo, i tassi di infezione sono rimasti complessivamente stabili. Tuttavia, negli ultimi anni si registra un lieve incremento per alcune tipologie di intervento, un dato che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni.
Le infezioni del sito chirurgico rappresentano una delle principali complicanze dell’assistenza sanitaria. Possono manifestarsi nei giorni successivi a un’operazione e, nei casi più gravi, determinare un prolungamento della degenza ospedaliera, la necessità di nuovi interventi chirurgici e un aumento del rischio di complicanze per i pazienti. Per questo motivo la sorveglianza epidemiologica è considerata uno strumento essenziale per individuare tempestivamente eventuali criticità e migliorare la qualità delle cure.
Secondo l’Ecdc, il progressivo ampliamento dei sistemi di monitoraggio rappresenta un passo avanti importante, ma è necessario proseguire gli investimenti nella raccolta dei dati, nell’adozione delle buone pratiche e nella formazione del personale sanitario. Solo attraverso un controllo costante e strategie condivise sarà possibile ridurre ulteriormente l’incidenza delle infezioni correlate agli interventi chirurgici e garantire standard sempre più elevati di sicurezza per i pazienti.

