L’addio di Milano a don Antonio Mazzi: nella Basilica di Sant’Ambrogio l’ultimo abbraccio al fondatore di Exodus
MILANO – Una Basilica di Sant’Ambrogio gremita ha accolto ieri l’ultimo saluto a don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Comunità Exodus, scomparso nei giorni scorsi all’età di 96 anni. Migliaia di persone – familiari, volontari, rappresentanti delle istituzioni, sacerdoti, educatori e tanti giovani che hanno incrociato il suo cammino – hanno preso parte alle esequie, trasformando la celebrazione in un momento di intensa commozione e di riconoscenza per una figura che ha segnato profondamente il mondo del sociale italiano.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato il lungo percorso umano e pastorale di don Mazzi, che per oltre quarant’anni ha dedicato la propria vita all’accoglienza e al recupero di migliaia di giovani in difficoltà. Con la nascita della Comunità Exodus, fondata nel 1984, aveva dato vita a un modello educativo fondato sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla fiducia nella possibilità di rinascere, diventando un punto di riferimento per il contrasto alle dipendenze, all’emarginazione e al disagio giovanile.
Durante l’omelia è emerso il ritratto di un sacerdote capace di parlare ai ragazzi con un linguaggio diretto, senza rinunciare alla fermezza ma sempre animato da una profonda umanità. Chi lo ha conosciuto ha ricordato il suo carattere schietto, il sorriso, la capacità di ascoltare e di infondere speranza anche nelle situazioni più difficili.
La Basilica milanese ha raccolto una folla silenziosa e partecipe. Tra i presenti numerosi esponenti del mondo ecclesiale, delle istituzioni e del volontariato, insieme a tantissime persone che nel corso degli anni hanno condiviso con lui esperienze di vita, percorsi educativi e progetti sociali, a testimonianza dell’impronta lasciata dal suo ministero.
Don Antonio Mazzi lascia un’eredità che va ben oltre le numerose comunità Exodus diffuse sul territorio nazionale. Il suo insegnamento continua a vivere nel lavoro quotidiano di educatori e volontari che, ispirandosi al suo esempio, accompagnano ogni giorno giovani e famiglie in percorsi di riscatto e di speranza.
Con la celebrazione di ieri, Milano ha reso omaggio non soltanto a un sacerdote, ma a un uomo che ha saputo trasformare la solidarietà in un’autentica missione di vita, facendo dell’accoglienza e della fiducia nelle persone gli strumenti più efficaci per costruire un futuro migliore. Un’eredità morale destinata a continuare nel tempo attraverso l’opera della Comunità Exodus e nelle migliaia di vite che don Antonio Mazzi ha contribuito a cambiare.

