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Perché starnutiamo? Il riflesso che protegge il nostro organismo e che in estate può diventare più frequente

SALUTE – Lo starnuto è uno dei riflessi più rapidi e sorprendenti del corpo umano. Arriva all’improvviso, spesso senza lasciare il tempo di reagire, ed è in grado di espellere aria a velocità elevatissime attraverso naso e bocca. Dietro quello che può sembrare un semplice gesto quotidiano si nasconde in realtà un sofisticato meccanismo di difesa con cui il nostro organismo protegge le vie respiratorie da polveri, allergeni, microrganismi e sostanze irritanti.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo starnuto non è un sintomo esclusivamente invernale. Anche durante l’estate può diventare molto frequente. L’aumento delle temperature favorisce infatti la presenza di pollini di alcune piante, polveri, muffe e altri allergeni, mentre gli sbalzi termici tra l’ambiente esterno e gli spazi climatizzati possono irritare la mucosa nasale nelle persone più sensibili. Anche l’aria particolarmente secca prodotta dai condizionatori o, al contrario, l’elevata umidità tipica delle giornate afose possono contribuire a rendere il naso più reattivo.

Ma cosa accade realmente all’interno del nostro corpo quando starnutiamo?

Tutto ha inizio quando la mucosa del naso viene irritata. Le terminazioni del nervo trigemino, uno dei principali nervi cranici, trasmettono il segnale al tronco encefalico, dove è presente il centro nervoso che coordina il riflesso dello starnuto. Da quel momento si mette in moto una vera e propria sequenza perfettamente sincronizzata.

La prima fase consiste in una profonda inspirazione, che riempie rapidamente i polmoni di aria. Successivamente la glottide si chiude per pochi istanti mentre i muscoli del torace, dell’addome e del diaframma si contraggono aumentando notevolmente la pressione all’interno delle vie respiratorie. Quando la glottide si riapre, l’aria viene espulsa con estrema violenza attraverso il naso e, in parte, dalla bocca, trascinando con sé particelle estranee, muco e sostanze irritanti. È proprio questo getto d’aria a produrre il caratteristico rumore dello starnuto.

Molte persone tendono a starnutire più volte consecutivamente. Anche questo ha una spiegazione: se il primo starnuto non riesce a eliminare completamente l’agente irritante, il riflesso viene nuovamente attivato fino a quando la mucosa non viene “ripulita”. È il motivo per cui, soprattutto durante le allergie stagionali, possono verificarsi vere e proprie raffiche di starnuti.

Esiste poi un fenomeno curioso, conosciuto come riflesso fotico dello starnuto, che interessa una parte della popolazione. Alcune persone, infatti, starnutiscono quando passano improvvisamente dal buio a una luce molto intensa, come accade uscendo all’aperto in una giornata estiva particolarmente soleggiata. Si tratta di una caratteristica genetica che non rappresenta una malattia, ma una particolare risposta del sistema nervoso.

Gli specialisti ricordano inoltre che trattenere volontariamente uno starnuto non è una buona abitudine. Bloccare con forza l’espulsione dell’aria determina un improvviso aumento della pressione all’interno delle vie respiratorie e, sebbene complicanze serie siano rare, può favorire piccoli traumi ai capillari del naso e degli occhi o, in casi eccezionali, interessare anche l’orecchio medio.

Lo starnuto, quindi, non è un semplice fastidio, ma un prezioso alleato della salute. È uno dei sistemi di difesa più efficaci messi a punto dall’organismo nel corso dell’evoluzione, capace in una frazione di secondo di liberare le vie respiratorie da tutto ciò che potrebbe irritarle. Un gesto automatico, spesso sottovalutato, che racconta quanto il corpo umano sia straordinariamente efficiente nel proteggere sé stesso.

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