GENOVA – Genova si ferma ancora una volta per ricordare. È in corso questa mattina, venerdì 14 agosto 2026, la cerimonia per l’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi, la tragedia che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone e segnò profondamente non soltanto il capoluogo ligure, ma l’intero Paese. Il momento centrale delle commemorazioni si svolge alla Radura della Memoria, in Valpolcevera, nei luoghi nei quali otto anni fa si consumò il disastro.
La giornata del ricordo è iniziata alle ore 9 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, dove è stata celebrata la Santa Messa officiata dall’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, alla presenza anche della sindaca Silvia Salis. Dalle 10.15 familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni hanno quindi raggiunto la Radura della Memoria, dove alle 10.45 ha preso il via la cerimonia ufficiale.
Presenti, oltre alla sindaca Salis, il prefetto di Genova Cinzia Torraco, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto con delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel luogo della commemorazione vengono deposte le corone delle massime autorità e dei familiari delle vittime.
La cerimonia è accompagnata anche dalla musica della Genova Sinfonietta e dagli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e delle comunità religiose. Tra coloro chiamati a prendere la parola figurano l’arcivescovo Tasca, la sindaca Salis, il presidente Bucci, il viceministro Rixi e Egle Possetti, rappresentante dei parenti delle vittime.
Il momento più intenso è fissato alle 11.36, l’ora esatta nella quale, il 14 agosto 2018, una parte del viadotto Polcevera dell’autostrada A10 precipitò improvvisamente nel vuoto. In quell’istante Genova osserverà un minuto di silenzio per ricordare le 43 vite spezzate.
Otto anni sono trascorsi da quella mattina di vigilia di Ferragosto, ma le immagini del crollo rimangono impresse nella memoria collettiva. Automobili e mezzi pesanti precipitarono insieme a una vasta porzione del viadotto, mentre sotto il ponte furono travolte altre aree. La tragedia aprì una delle pagine più dolorose della storia recente italiana e un lungo percorso giudiziario sulla gestione e sulla sicurezza dell’infrastruttura.
Quello del 2026 è inoltre un anniversario dal significato particolare perché rappresenta il primo 14 agosto successivo alla sentenza di primo grado pronunciata lo scorso luglio nel processo per il crollo. Una circostanza che rende ancora più forte, accanto al dolore e alla memoria, il tema delle responsabilità e della richiesta di giustizia portata avanti in questi anni dai familiari.
Il programma commemorativo era iniziato già ieri, 13 agosto, a Palazzo Tursi, con una mostra composta da oltre cento immagini realizzate dai fotoreporter genovesi, un’installazione video alla quale hanno contribuito trenta cronisti e la rappresentazione straordinaria dello spettacolo “La traiettoria calante” di Pietro Giannini.
Oggi, però, ogni iniziativa converge verso quell’ora precisa: 11.36. Un orario che da otto anni, ogni 14 agosto, non rappresenta più semplicemente un momento della giornata, ma una ferita nella storia di Genova.
Nel luogo dove sorgeva il Ponte Morandi oggi passa il nuovo Ponte Genova San Giorgio, ma la ricostruzione materiale non ha cancellato la memoria di ciò che accadde.
Quarantatré nomi, quarantatré storie e quarantatré vite che Genova torna a ricordare nel silenzio. Perché otto anni possono cambiare una città, ricostruire un ponte e trasformare un luogo, ma non possono e non devono cancellare la memoria di quella mattina del 14 agosto 2018.

