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Devastanti inondazioni tra Nepal e Tibet, sale il bilancio delle vittime: centinaia di dispersi

NEPAL – Si aggrava drammaticamente il bilancio delle violentissime inondazioni e delle frane che hanno colpito l’area di confine tra Nepal e Tibet. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalle autorità, le vittime accertate sono salite a 160, mentre 579 persone risultano disperse, tra cui centinaia di cittadini stranieri. Nella zona si trovano anche circa 90 italiani, per i quali sono in corso verifiche da parte della Farnesina.

La situazione più critica riguarda il distretto nepalese di Rasuwa, investito da un’imponente massa di acqua, ghiaccio, fango e detriti che ha travolto villaggi, strade e infrastrutture. Secondo quanto riportato dall’Agenzia Dire, 157 corpi sono stati recuperati in Nepal e altre tre vittime sono state segnalate in Tibet. I feriti sono almeno 41, distribuiti in diversi ospedali del Paese.

Particolarmente pesante anche il dato relativo ai dispersi. La polizia nepalese riferisce di 579 persone ancora da rintracciare, delle quali 466 sarebbero cittadini stranieri provenienti da 28 diversi Paesi. Il bilancio rimane provvisorio ed è destinato a essere aggiornato con il proseguimento delle operazioni di ricerca e soccorso. Sul campo sono stati mobilitati oltre 3.300 agenti.

Grande attenzione anche per la presenza degli italiani nell’area interessata dalla calamità. La Farnesina ha fatto sapere che sarebbero circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Due turisti italiani, insieme alla loro guida, sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha interrotto una strada, ma sono riusciti a mettersi in contatto con le autorità.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato sulle loro condizioni, spiegando che i due italiani stanno bene e sono riusciti a tranquillizzare anche i familiari. Il Ministero degli Esteri resta in contatto con loro e sta seguendo le procedure necessarie affinché possano rientrare in Italia in sicurezza. Al momento, ha aggiunto Tajani, non risultano situazioni problematiche riguardanti altri connazionali.

L’Unità di Crisi della Farnesina sta operando in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata italiana a Pechino, mentre proseguono le verifiche sulla presenza e sulle condizioni degli italiani nelle aree coinvolte.

Le autorità invitano i connazionali presenti nella regione a registrare la propria posizione attraverso i servizi della Farnesina e a mantenersi costantemente aggiornati, mentre le squadre di soccorso continuano a lavorare in condizioni estremamente difficili alla ricerca dei dispersi.

Fonte: Agenzia Dire

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