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Tensione al confine polacco: raid russo su ferrovia e stazione di servizio, cresce l’allarme per le provocazioni sul fianco Est

Nuovi attacchi a ridosso della frontiera polacca alimentano la preoccupazione per la sicurezza nell’area orientale dell’Alleanza Atlantica. Nelle ultime ore, le forze russe hanno condotto un raid al confine con la Polonia, centrando una stazione di servizio e la locomotiva di un treno passeggeri nella regione della Volinia, a soli due chilometri dalla linea di confine. A renderlo noto su Telegram è stata Ukrzaliznytsia, la società ferroviaria nazionale ucraina, spiegando che si tratta del secondo giorno consecutivo di raid mirati contro la rete ferroviaria. L’equipaggio del convoglio era stato preallertato in tempo dal gruppo di monitoraggio, evitando così il ferimento di persone a bordo.
L’episodio giunge in un contesto di forte allerta già segnalato dagli alleati internazionali. Secondo quanto reso noto il 3 luglio dal portale d’informazione polacco Onet, citando fonti vicine al presidente Karol Nawrocki, gli Stati Uniti avevano inoltrato molteplici avvertimenti a Varsavia in merito al pericolo che infrastrutture critiche, incluse centrali elettriche, possano essere colpite da missili o droni. In base alle indiscrezioni raccolte dalla testata polacca, tra i possibili scenari di provocazione sul tavolo figurano finte incursioni aeree – pensate per forzare l’attivazione dei sistemi di difesa aerea della Polonia – o persino azioni convenzionali di ridotta entità, quali brevi incursioni di terra da parte di militari russi lungo il fianco orientale della Nato.
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