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Bonus affitto per genitori separati e divorziati, fino a 500 euro al mese: bando in arrivo

ROMA – Un contributo destinato ai genitori separati o divorziati che, dopo la fine del matrimonio, non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare e devono sostenere il costo di una nuova abitazione. È il nuovo bonus affitto previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che potrà coprire il 50 per cento delle spese sostenute, fino a un massimo di 500 euro al mese e 6mila euro complessivi per un anno.

Il decreto attuativo sarebbe stato firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e, il 14 settembre, anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Per l’apertura effettiva delle domande, tuttavia, sarà necessario attendere la pubblicazione del provvedimento e del successivo bando del Mit. Al momento, quindi, non è ancora possibile presentare la richiesta.

La misura dispone di 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028, per uno stanziamento complessivo di 60 milioni. Il Ministero aveva inizialmente indicato una platea potenziale di circa 15mila beneficiari nell’arco dei tre anni, con l’obiettivo di erogare i primi contributi entro la fine del 2026. Il comunicato ufficiale del Mit precisa che il sostegno è rivolto ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e con figli fiscalmente a carico di età inferiore ai 21 anni.

Secondo le anticipazioni sul decreto, il richiedente dovrà avere un reddito individuale risultante dall’ultima dichiarazione non superiore a 35mila euro annui. Si farà dunque riferimento al reddito Irpef e non all’Isee. Sarà inoltre necessario disporre di un contratto di locazione regolarmente registrato ed essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli.

Tra le altre condizioni previste figurerebbero l’assenza di analoghi contributi per l’affitto, la mancata assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica e l’assenza di altri immobili residenziali nello stesso Comune della casa familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri, fatta eccezione per l’abitazione assegnata all’ex coniuge.

Nella domanda dovranno essere indicati gli estremi del provvedimento di separazione o divorzio, i dati catastali della casa familiare, la registrazione del nuovo contratto di locazione, l’importo annuale del canone e il numero dei figli a carico. Per accedere alla piattaforma telematica saranno necessari Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Dovranno inoltre essere forniti un indirizzo di posta elettronica certificata e l’Iban sul quale ricevere il contributo, che dovrebbe essere versato in un’unica soluzione.

La graduatoria dovrebbe attribuire una maggiore priorità ai richiedenti con più figli a carico, in presenza di disabilità, disoccupazione involontaria o residenza in Comuni caratterizzati da una forte emergenza abitativa. Gli importi definitivi e le modalità operative saranno comunque certi soltanto dopo la pubblicazione del decreto e del bando ministeriale. Le istruzioni anticipate sono state riepilogate anche da Informazione Fiscale.

È quindi importante prestare attenzione a eventuali messaggi o siti che sostengano che le domande siano già aperte: fino alla pubblicazione ufficiale del bando non esistono procedure di prenotazione o preadesione.

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