Un’artigiana ricorda Valentino: la sartoria romantica

di Elena De Angelis
ROMA – Valentino ha rappresentato un’icona di stile e di eleganza. A differenza di altri stilisti che hanno sfociato più volte nell’iperbole fino a risultare estremamente eccessivi e/ fuori luogo (vedi per alcuni aspetti Cavalli o Balenciaga dopo i primi tempi), Valentino ha sempre messo al centro della scena la donna, facendo emergere eleganza, semplicità, femminilità e classe. Celebre da questo punto di vista il suo “rosso Valentino” che esalta questa caratteristiche della donna.
Valentino, inoltre, rispetto ad altri stilisti ha una caratteristica in più: è tecnicamente superiore sotto il profilo creativo e sartoriale; Se il primo può giustamente essere contestato sotto il profilo del gusto, il secondo è un vero e proprio dato di fatto. Valentino, infatti, non disegnava soltanto le sue creazioni ma sapeva cucire, aveva fatto gavetta e si era sporcato le mani imparando l’arte sartoriale del cucito realizzando i suoi capi da zero, partendo cioè dall’idea astratta, passando dalla prova con i tessuti ed i tagli, fino ad arrivare all’abito confezionato.
Anche per questo, chiunque abbia lavorato con lui lo ricorda come un maestro assoluto, un leader che sa quello che vuole non per il gusto di dare direttive al suo staff ma perché aveva a cuore la perfetta realizzazione del risultato finale, trasmetteva passione e questo suo “sapere di cosa stiamo parlando” troppo spesso assente anche nel mondo della moda veniva riconosciuto e apprezzato da tutti. Non stiamo parlando di qualche starlette dello spettacolo che per sopportare ciò che in realtà è lancia una nuova linea di costumi da bagno sperando di sfondare e che se va bene andranno di moda per una, massima due stagioni, con Valentino parliamo di altro, di un genio discreto, disponibile, competente ed elegante, e proprio per questo inarrivabile.
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