Imposta di registro, cambia la disciplina per i condebitori: prima il recupero dal debitore principale

ROMA – Novità in materia di imposta di registro e riscossione dei tributi indiretti. Con le nuove disposizioni entrate in vigore dal 1° gennaio 2025, il Fisco dovrà rivolgersi in via prioritaria al debitore principale prima di poter chiedere il pagamento agli altri soggetti coobbligati. È quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate attraverso le prime istruzioni operative diffuse da FiscoOggi.

La novità riguarda in particolare i provvedimenti giudiziari soggetti a imposta di registro, come sentenze e decreti ingiuntivi contenenti condanne al pagamento di somme o alla consegna di beni. Il nuovo comma 1.1 dell’articolo 57 del Testo unico dell’imposta di registro introduce infatti un sistema di “solidarietà sussidiaria”: l’Amministrazione finanziaria dovrà tentare prima il recupero nei confronti del soggetto obbligato principale e solo successivamente, nel caso in cui l’azione risulti infruttuosa, potrà rivalersi sugli altri condebitori.

Secondo quanto spiegato nella circolare n. 2 del 14 marzo 2025, il nuovo meccanismo rappresenta una deroga al principio generale della solidarietà paritaria tra le parti previsto fino a oggi dall’articolo 57 del Dpr 131/1986. Inoltre, durante il tentativo di riscossione nei confronti del debitore principale, restano sospesi i termini decadenziali per la richiesta dell’imposta verso gli altri obbligati in via sussidiaria.

L’Agenzia delle Entrate ha però precisato che il principio non si applica nei casi in cui il giudice disponga la compensazione totale o parziale delle spese processuali. In queste situazioni continua a valere il regime ordinario di solidarietà tra tutte le parti coinvolte.

Le modifiche rientrano nel più ampio intervento di semplificazione e revisione dei tributi indiretti previsto dal decreto legislativo n. 139/2024, che ha introdotto anche il nuovo sistema di autoliquidazione dell’imposta di registro.